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Come scrivere un racconto giallo (guida pratica e metodi)

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Schemi per scrivere i generi narrativi

Come scrivere un racconto giallo (guida pratica e metodi)

  • Settembre 6, 2017
  • Com 2

Last Updated on Giugno 14, 2025 by Cristina (DS author)

Come scrivere un racconto giallo (guida).

Come scrivere un racconto giallo? Come possiamo scriverne uno veramente bene, bene, bene, tanto da appassionare il pubblico?

E da dove possiamo partire se è la prima volta?

Caro scrittore o scrittrice, potresti essere alla tua prima stesura o forse vuoi semplicemente migliorarti. Bè, qui troverai tante risposte.

L’obiettivo di questo articolo è aiutarti a scrivere un racconto giallo non solo in modo da seguire alla perfezione questo genere, bensì un giallo che accenda la curiosità e attenzione del pubblico come una torcia e la mantenga fino all’ultima pagina.

D’altronde, ogni storia ha bisogno di essere letta, vista o ascoltata da un pubblico interessato.

Ti aiuterò dunque a capire meglio il processo di scrittura che c’è dietro la sua creazione, per non perderti, fare errori, evitare i soliti cliché.

Inoltre ti darò una guida pratica, dove evidenzierò in modo semplice i passi da seguire per creare un’indagine investigativa appassionante e coinvolgente per il pubblico (in linea con lo stile del giallo).

Prima di partire, però, lascia che mi presenti. Sono Cristina Rocca, scrittrice e fondatrice del blog diventare scrittore, e ogni giorno aiuto aspiranti scrittori a migliorare in quest’arte.

Spero che la lettura di questo articolo sia di tuo gradimento.

 

Da dove partire per scrivere un racconto giallo se si è agli inizi?

Come prima cosa, se vuoi scrivere un racconto giallo come si deve e sei agli inizi, ti consiglio di approfondire la tua conoscenza del giallo. Ed è proprio quello che faremo ora.

 

Il genere giallo: cos’è? (eccone un identikit)

Non so se per te è la prima volta o hai già qualche nozione sul genere, ma partiamo dalla questione basilare da conoscere assolutamente per scrivere un racconto giallo.

Cos’è un giallo?

Sembra una domanda facile, ma c’è chi risponde vagamente, volendo dire tutto e infine perde il centro.

In sintesi: il giallo è il racconto di un’indagine investigativa.

Stop. Nulla più. Tutto il resto è volto ad arricchire la narrazione per offrire al pubblico un’esperienza da vivere.

Qualcuno potrebbe però chiedersi: ma che differenza c’è ad es. con il noir e il thriller, ovvero tra i 3 generi primari del crime?

Sembrano quasi gli stessi, e invece no.

 

Le differenze tra il giallo e altri generi crime (spiegate)

Devi sapere che…

Nel giallo, il detective è coinvolto solo professionalmente nell’indagine, ovvero lui non è in pericolo di essere ucciso (può esserlo semmai solo nella scena finale quando il colpevole sta per essere arrestato, ma è solo un frangente).

Nel noir, il detective è coinvolto personalmente nell’indagine, quindi ad es. le persone coinvolte possono essere persone a lui care, può essere lui stesso l’accusato, e può rischiare di essere una delle prossime vittime di quell’assassino.

Nel thriller, non è sempre questione di omicidi, può trattarsi di attentati terroristici ma anche di altro. La questione è che questo qualcosa di pericoloso deve ancora avvenire e il protagonista deve cercare di fermarla. Dunque magari si parte con un omicidio avvenuto ma questo apre la strada ad altre azioni pericolose da fermare.

Mentre il noir e il thriller puoi approfondirli nei rispettivi articoli, torniamo però al giallo.

Ora la domanda è questa: ok è un’indagine, perciò possiamo crearne una davvero noiosa e descrittiva. E dunque come possiamo crearne una attraente, intrigare e appassionare il pubblico?

Bè, la risposta è una sola: “è proprio quello che c’è (o meglio, inserisci) dentro questa indagine che determina il successo o il fallimento di tutta la storia”.

D’altronde, la storia è un’esperienza per il pubblico e noi autori dobbiamo essere i padroni creativi di questa esperienza.

 

Perché alcuni gialli annoiano e altri no (e come evitarlo)

Sin da quando ho iniziato a studiare il giallo, così come gli altri generi, mi sono posta questo pensiero: cosa appassiona le persone ad un’indagine investigativa?

Devo dire che io all’inizio non lo capivo proprio.

Ok, qualcuno ha ammazzato una persona, ma è facile che scatti l’effetto chissenefrega.

Perciò, l’autore deve trovare la chiave di interesse per incollare le persone a quella storia.

E quale sarebbe questa chiave?

Devi sapere una cosa, affinché ogni tipo di storia (di qualunque genere) abbia successo, deve essere in grado di suscitare almeno queste 3 emozioni nel pubblico: attenzione, interesse e partecipazione.

Nel caso del giallo tutto ciò si traduce in:

1 – Attenzione (il delitto deve attirare l’attenzione)

Motivo per cui il delitto sembra impossibile da risolvere.

2 – Interesse (qualcosa in quanto successo deve spingerci ad interessarci)

Che sia il modo in cui il delitto si presenta (qualcosa di strano o che non quadra), che sia la vittima colpita (qualcosa ci ha interessato a lei, o abbiamo percepito una sorta di ingiustizia) o che sia qualche personaggio lì intorno (che ci sembra abbia qualcosa da nascondere), qualcosa di questo delitto ci deve interessare.

Lascia che ti dia un esempio.

Un senza tetto viene ritrovato morto. (poco interesse).

Un senza tetto che ha visto qualcosa che non doveva vedere viene ritrovato morto in circostante strane. (interesse maggiore, cos’ha visto?).

Un senza tetto che abbiamo visto avvolto da una luce tipo navicella aliena viene ritrovato morto intorno a dei cerchi di grano. (interesse ancora più forte, che razza di storia c’è dietro?).

Ecco l’interesse maggiore deriva da questo pensiero che dovrai suscitare nel lettore: che razza di storia c’è dietro? Più è grande e complessa questa storia che percepiamo dietro il delitto, e maggiore sarà l’interesse.

3 – Partecipazione (voglio scoprire subito chi è stato prima del detective)

I migliori gialli, se sei un appassionato lo sai, sono quelli che rendono il lettore o lo spettatore “partecipe dell’indagine”. Chi non ha mai sognato di indovinare il colpevole prima che lo scovi il detective, e prima degli altri?

Ecco che da spettatore passivo potrai trasformare i tuoi lettori in spettatori attivi.

Che è un po’ come quando ti ritrovi ad ascoltare una conversazione in modo passivo (ascoltatore passivo) e poi invece ti ritrovi coinvolto e attento nella conversazione (ascoltatore attivo).

È vero in un giallo non puoi parlare con il detective (non ti sentirebbe) ma potrai interagire emotivamente con la storia. E se l’autore è veramente bravo (forse lo avrai provato) sembrerà quasi che ti legga nella mente come se stesse dialogando veramente.

Ora puoi capire perché alcuni gialli (magari scritti senza alcuna consapevolezza del mestiere) annoiano mentre altri ti accendono come una torcia.

Se vuoi perciò imparare come scrivere un racconto giallo capace di accendere ed entusiasmare i tuoi lettori o spettatori, dunque vediamo di approfondire la sua costruzione.

 

Scrivere un racconto giallo (caratteristiche e personaggi)

So che spesso abbiamo la voglia di buttarci nella scrittura subito, ma è anche vero che poi non sai dove andare a parare e ti blocchi, e ahi voglia la frustrazione.

Ti consiglio perciò di leggere questo articolo che ho scritto sulle caratteristiche del giallo, per scoprire le caratteristiche immancabili, i personaggi chiave e la struttura di questo genere.

Ti richiederà pochi minuti e inoltre ti aprirà la mente.

In questo articolo, ti mostro molte cose utili (e sorprendenti) su questo genere.

Un dietro le quinte tutto da scoprire, perché come ti mostrerò capirai di non star scrivendo una storia ma di star scrivendo arte.

Puoi leggerlo ora o tornarci dopo che avrai finito questa pagina.

Ma non dimenticartene, ti consiglio di salvare la pagina per leggerla dopo o nei prossimi giorni.

Detto questo, siamo pronti.

Vediamo ora come creare una storia gialla appassionante.

Vedrai progettata nel seguente modo che scoprirai, la storia diventa uno strumento molto potente per dare al suo pubblico una vasta gamma di cose che accendono la loro mente e il loro cuore.

Quello che ricordo sempre infatti agli scrittori è: non pensare di star scrivendo solo un’indagine, stai creando arte. Stai creando un’esperienza emotiva (un viaggio coinvolgente) che offrirai al tuo pubblico.

Più sarai in grado di comprendere come le tue scelte creative elevano questa esperienza al livello superiore, più la tua storia prenderà il volo.

Ecco perché ti sconsiglio di andare a tentoni. L’obiettivo di questo articolo è renderti uno scrittore consapevole, in grado di capire cosa inserire nella tua storia e cosa escludere, per creare appunto un’esperienza emotiva davvero travolgente.

Allora come dovrà essere questa esperienza per il pubblico?

Andiamo a vedere la struttura di scene necessarie per scrivere un racconto giallo.

 

La struttura del giallo “gli eventi chiave immancabili”

“La storia ben progettata diventa uno strumento molto potente per dare al suo pubblico una vasta gamma di cose che accendono la loro mente e il loro cuore”.

(Cristina Rocca)

Ma come progettarla?

Come creare quell’esperienza emotiva (quel viaggio coinvolgente e travolgente), di cui abbiamo parlato e che offrirai al tuo pubblico?

Andiamo a vedere la struttura di scene necessarie per scrivere un racconto giallo.

Struttura che lo sorregge.

Stiamo parlando delle scene chiave e immancabili, pena per alcune l’esclusione dal genere e per altre l’interesse del pubblico.

Ad es. non potrebbe esserci un giallo senza un delitto (pena l’esclusione dal genere).

E senza le false piste invece potrebbe calare l’attenzione del pubblico.

Nella scrittura, chiamiamo l’insieme di scene chiave e immancabili come struttura del genere o anche schema narrativo.

Perciò, cosa succede nel giallo?

La struttura (o schema narrativo) è questa:

  • accade un delitto,
  • si avvia un’indagine,
  • il detective scopre gli indizi e li segue,
  • interroga i testimoni,
  • ipotizza dei sospettati,
  • a volte fa arrestare qualcuno che si rivelerà innocente,
  • seguirà false piste,
  • verrà depistato dal criminale,
  • ma alla fine accade una rivelazione che fa trovare la soluzione,
  • il detective smaschera il colpevole e questo smascheramento darà un insegnamento alla società.

Detta così, però, capirai che sembra una cosa molto fredda, altro che esperienza emotiva, viaggio emozionale attraverso i personaggi.

Infatti, ecco il vero segreto d’autore:

“È ciò che metti dentro a queste situazioni che farà la differenza”.

Perciò, occhi ben attenti che comincia la magia. Trasformiamo questa struttura, che sembra un brutto anatroccolo, in un meraviglioso cigno.

Ecco una guida pratica in 11 passi da seguire per scrivere il tuo giallo.

P.S. Ti consiglio ancora una volta di leggere le caratteristiche del giallo per scoprire anche quali personaggi formano questo genere.

Ed ora partiamo con la nostra guida.

 

Scrivere un racconto giallo: guida passo passo per trasformare un’indagine da noiosa in grandiosa

Come abbiamo detto, oltre a scrivere un racconto giallo, l’obiettivo è scriverne uno coinvolgente e appassionante. Offrire al pubblico un’esperienza emotiva simile ad un viaggio, nonostante la storia racconti solo un’indagine su un crimine.

Ebbene, allora come trasformare un’indagine in un viaggio emozionale, in un’esperienza emotiva avvincente?

Ecco una guida passo passo che ti aiuterà a scrivere il tuo giallo da vero autore.

 

1. Scegli il tuo crimine

Ok stiamo parlando di scrivere un libro, eh! Non farti strane idee!

Abbiamo visto nell’articolo sulle caratteristiche, che l’indagine investigativa è la trama principale di questo tipo di racconto.

Perciò, il crimine non può essere un qualcosa di facilmente risolvibile in 5 pagine.

Insomma, deve trattenere la curiosità per tutto l’arco della storia.

Perciò, requisito fondamentale: non deve essere un crimine come tutti gli altri, non può risolverlo chiunque, ma solo una mente acuta e dopo un’indagine davvero difficile e scoraggiante.

Questa d’altronde non è una semplice lotta tra il criminale e il detective, è una lotta tra l’ingiustizia e la giustizia, e sappiamo quanto l’ingiustizia sia forte.

Ecco dobbiamo rappresentare questa forza, e lo facciamo attraverso la complicatezza dell’arrivare ad una soluzione.

Io dico sempre: non pensare di scrivere una storia, stai scrivendo arte.

Quindi, pianifica il delitto che avverrà nel giallo in tutti i suoi dettagli, e valuta come rendere la sua soluzione complicatissima.

Domande da porti:

Dove è avvenuto il delitto? Chi era la vittima? Com’è stata uccisa? Chi era presente? Ci sono delle piste da seguire o sembra un vicolo cieco da cui partire?

 

2. Profila il tuo cattivo

Devi sapere una cosa: il mistero è interessante tanto quanto il personaggio che ha commesso il crimine. Il guaio per l’autore di gialli (e questa è la vera sfida) è che il criminale spesso non si vede, non lo si vede agire, quindi deve coinvolgere l’interesse del pubblico attraverso manovre strane, sorprendenti ma senza che noi possiamo vederlo o addebitare al 100% a lui quelle manovre.

D’altronde, una caratteristica importante dei gialli sono i depistaggi, che possono essere causati non solo dal criminale, ma anche dagli altri sospettati.

Perciò, il dubbio innesca nel pubblico mille domande, che li attirano a voler capire e vedere il finale.

Dunque, profila il cattivo e le sue manovre in un modo che tutto abbia senso. Dobbiamo ricordarci che è un essere umano, perciò in parte potremmo capire il motivo delle sue azioni (anche se non lo condividiamo).

Ma sappi che anche nella follia o nella disperazione c’è una logica.

Il mio consiglio per delineare la mente del tuo criminale è: “tutte le azioni (anche le più folli) anche delle motivazioni fortemente valide”.

La maggior parte dei criminali NON sono malvagi, sono umani. Questo li rende altrettanto interessanti perché ai lettori piace vedere elementi con cui identificarsi, anche in un cattivo.

Avere al contrario personaggi con cui non ci immedesimiamo neanche in un piccolo desiderio, in una delusione, in un’ingiustizia subita, ci allontana dalla storia.

Inizia perciò a profilare il criminale, chiediti:

Perché ha commesso questo particolare crimine?

Dagli un solido retroscena, molti difetti e punti di forza del carattere.

E soprattutto analizza la sua sfera sociale. La sua cerchia di parenti, amici e colleghi come ha influito sul suo desiderio di vendetta, o sulla sua disperazione?

Analizza la sua vita, rendila umana, comprensibile, e soprattutto ingiusta. Spesso il criminale percepisce un qualcosa come una profonda ingiustizia, e ciò lo spinge ad uccidere (es. un’eredità non ricevuta, ecc.).

 

3. Profila anche il tuo detective (chi indagherà)

Ok, abbiamo creato il crimine e il criminale, ora però dobbiamo far partire l’indagine, e dobbiamo capire che il detective è il personaggio con cui lettori o spettatori passeranno la maggior parte del tempo, e soprattutto è lo sguardo con cui vedranno l’indagine.

Noi non vediamo l’indagine dal punto di vista del criminale o degli altri sospettati, la vediamo dallo sguardo del detective. È lui che nota i dettagli e fa i ragionamenti che ci influenzeranno nella nostra personale indagine.

Perciò, se dobbiamo passare molto tempo con lui, e dobbiamo anche essere sempre più coinvolti pagina dopo pagina, scena dopo scena, dall’indagine, dobbiamo lavorare più che bene sul detective.

Domande:

Chi è questo detective? Perché è l’unico in grado di risolvere delitti così complicati? Come le sue capacità di investigazione intrigheranno il pubblico per tutta l’indagine? Vedremo anche altre sue sottotrame con i colleghi o familiari e amorose?

Identifichiamo la sua vita e ciò che vogliamo trattare. Ma facciamolo sempre con uno sguardo attento a come ne gioverà l’indagine. I contrasti con i colleghi potrebbero mettere più pepe alla storia, perché renderanno più complicata l’indagine, anche l’interesse amoroso che gli complica la vita può dare intuizioni o complicazioni all’indagine o svilupperà nel detective qualità che lo aiuteranno a vivere meglio quell’indagine.

 

4. Pianifica l’inizio dell’indagine (e la scena del crimine)

Come inizia l’indagine?

A volte capita che il detective sia già presente nel luogo dove poi avviene il delitto. Ovviamente lui non vedrà chi è stato, ma inizierà ad indagare.

Altre volte invece non è presente ma è chiamato ad indagare, forse perché è la sua professione.

Scegli come e perché dunque il detective si avvicina all’indagine e poi pianifica i dettagli della scena del crimine.

Cosa vedrà il detective?

Pianifica l’inizio dell’indagine permeandola di mistero. Posso suggerirti due modi:

  • La soluzione appare semplice e il criminale sembra scontato, ma qualcosa appare strana al detective. Forse non lo è colpevole e il detective lo sente.
  • Il crimine appare subito complicatissimo, irrisolvibile, e la domanda che dovresti porti è: perché e come sembrerà irrisolvibile e complicato al detective e al pubblico?

Crea il mistero.

 

5. Pianifica i tuoi indizi

“Ogni indagine diventerà noiosa se non mantieni l’interesse e la curiosità”.

Nell’articolo sulle caratteristiche del giallo ho fatto l’esempio del quiz. Ecco chi ama seguire i gialli ama farsi delle domande e ipotizzare delle risposte.

Se però la tua storia non produce nella mente del lettore o spettatore queste domande e ipotesi, la storia sarà e resterà noiosa.

Cosa può aiutarti dunque a creare il meccanismo di domande e ipotesi?

Gli indizi.

È una buona idea dedicare un po’ di tempo alla pianificazione degli indizi prima di iniziare a scrivere.

Questo perché c’è una logica ben precisa su come posizionare gli indizi.

Gli scrittori principianti fanno un errore molto comune: inseriscono gli indizi in fila logica.

E no, questo non va bene, perché altrimenti chiunque riuscirà a scoprire il colpevole dopo solo due indizi.

Invece no, gli indizi devono essere disposti secondo una logica che non si capirà fino alla fine.

Ma prima di spiegarti bene, vediamo alcune caratteristiche che non devono mai mancare negli indizi:

  • Devono essere reali (ovvero: anche se servono per depistare, il loro utilizzo deve essere spiegato alla fine della storia, guai se un indizio verrà dimenticato nella spiegazione del delitto, o il pubblico ne sarà furioso).
  • Devono produrre nuove domande e ipotesi.
  • Devono essere disposti secondo una logica che non si capirà fino alla fine, come abbiamo detto. Spesso si consiglia di invertire l’esecuzione del crimine al contrario per sviluppare l’ordine gli indizi da lasciare. Ma è un consiglio da prendere con le pinze, perché sarà il tuo intuito d’autore a farti capire come disporli.

Una volta però che hai studiato il crimine e sai tutto su come accade nella tua storia, avrai un sacco di indizi.

Inizia perciò a chiederti:

Quali indizi verranno immediatamente svelati al detective o all’investigatore? E quali scoprirà dopo?

Ma ancora: come li scoprirà? Anche il come verrà a scoprirla servirà ad entusiasmare il pubblico e a dimostrare le capacità del detective.

Quindi pianifica gli indizi che il tuo protagonista scoprirà man mano che la storia va avanti. Potrebbero provenire da analisi forensi o informazioni di laboratorio.

Gli indizi appariranno anche mentre il tuo protagonista interroga testimoni e sospettati o mentre scava nel passato della vittima.

L’indizio finale

Dovresti anche pianificare un indizio finale che faccia “fare clic” su tutto per il protagonista. Questo è l’ultimo pezzo del puzzle per scoprire chi/perché/come del crimine. Quale sarà?

 

6. Sviluppa le ipotesi sugli indizi

C’è una cosa che dobbiamo ricordare: il detective deve risaltare per le sue capacità deduttive. Il detective ha una mente acuta, ma se non mostriamo queste sue capacità, il pubblico non verrà mai a saperlo.

Qui entrano in gioco le ipotesi che egli riesca a fare.

Mentre tutti gli altri fanno ipotesi scontate, con pazienza il detective fa ipotesti più strane e sofisticate, anche inaspettate che dovrà dimostrare.

Non può avere le stesse idee scontate che verrebbero agli altri personaggi, e soprattutto al pubblico.

Le sue ipotesi devono sorprendere, creare interesse e produrre domane e ipotesi nel pubblico.

 

7. Mostra le personalità e le abilità di tutti i personaggi

Dobbiamo ricordarci che il racconto giallo è pur sempre una storia, e come tale per essere avvincente bisogna scoprire cosa i personaggi sono veramente.

Ogni personaggio ha le sue qualità, i suoi difetti e la sua personalità, tutto ciò che li rende umani o disumani. Mostriamole.

Mostriamo la personalità e le abilità di tutti (detective, criminale e gli altri personaggi).

Il detective potrebbe dover fare un inseguimento (è in grado di farlo? È un corridore modello? O è negato?).

Tracciamo la personalità dei personaggi e mostriamo che tipo di persone sono.

 

8. Profila i testimoni, gli indagati e i sospetti

Ricorda che anche i testimoni, gli indagati e i sospettati fanno parte della storia.

Un buon consiglio per rendere ogni personaggio un buon personaggio (e un personaggio utile alla storia) è: fai sì che ognuno di loro abbia avuto a che fare con la vittima, o meglio abbia un motivo valido per voler vedere morta la vittima.

In questo modo, il pubblico si chiederà: “forse è stato lui!”.

 

9. Crea tensione con colpi di scena

Una delle parti migliori dei gialli è il colpo di scena. In una storia devono essercene più di uno.

Se la storia si svolge in un modo troppo facile da capire, diventa una delusione.

I colpi di scena della trama invece lasciano i lettori incerti, li destabilizzano, producono nuove domande, speranze e curiosità.

Spesso i colpi di scena creano tensione e bisogna imparare ad utilizzarli.

Come usare i colpi di scena?

Ecco qualche esempio:

Le false piste sono un modo comune ma emozionante per aggiungere tensione a un mistero. A volte porteranno a un vicolo ceco e questo renderà i lettori ancora più sorpresi quando la verità verrà fuori.

A volte, i soliti sospetti vengono esclusi, per poi essere riportati come sospetti alla fine.

Ma anche il ritrovamento di un indizio può cambiare il corso dell’indagine e creare un pericolo (si capisce che il criminale stanotte tenterà la fuga o ucciderà ancora, ecc.).

I colpi di scena devono portare un’emozione: curiosità, attesa, tensione, ecc.

Se non lo fanno, non sono dei colpi scena.

 

10. Decidi le tue sottotrame

In una storia, potresti voler creare delle sottotrame.

Storie d’amore, familiare, personali, lavorative.

O ancora conflitti interiori del detective. Potresti voler mostrare come il detective supera un trauma, è alle prese con l’alcolismo, un divorzio, ecc.

Questo renderà il tuo protagonista più umano.

Ma il mio consiglio è di NON separare le sottotrame da quelle principale.

È molto più entusiasmante vedere come ad es. il protagonista dovrà superare ad es. l’alcolismo o il trauma per poter svolgere bene l’indagine ed arrivare a scoprire e smascherare il colpevole.

 

11. Pianifica il tuo finale

Come avverrà il finale? Ovvero lo smascheramento del colpevole?

Questa è la scena più attesa e ricca di tutto il significato della storia.

Progetta male questa scena e tutto il lavoro svolto, per quanto impeccabile, perderà di valore.

Perciò, vediamo come creare questo finale.

L’indizio finale

Innanzitutto, pensiamo all’indizio finale.

Dovresti anche pianificare un indizio finale che faccia “fare clic” su tutto per il protagonista. Questo è l’ultimo pezzo del puzzle per scoprire chi/perché/come del crimine. Quale sarà?

Lo smascheramento del colpevole

Nell’articolo sulle caratteristiche del giallo, che ti consiglio di leggere, ho mostrato quanto sia potente questa scena.

Questa scena non è solo uno smascheramento del colpevole, ma smaschera le malefatte di tutti i sospettati e gli indagati, e della società in generale.

Ecco perché il detective richiama tutti in questa scena. Lo smascheramento del colpevole avviene di fronte a tutti, perché qui si smascherano le ipocrisie e le ingiustizie di un’intera società.

Il detective qui ricostruisce tutti gli indizi (senza mancarne uno) e smaschera il colpevole consegnandolo alla giustizia (sempre che abbiamo scelto un finale positivo).

Per costruire questa scena in modo potente, leggi l’articolo sulle caratteristiche del giallo, mi raccomando fallire questa scena significa aver fatto un lavoro inutile.

 

FINE

 

Consigli extra: per veri e instancabili scrittori di gialli

Eccoci, non so quanto io sia riuscita a trasferirti la potenza di questi passaggi. Ovviamente l’obiettivo era essere più pratica e semplice possibile, nello spiegarti come scrivere un racconto giallo.

Se perciò, ti stai chiedendo se questi passaggi funzioneranno e come faccio ad esserne così sicura, puoi verificarlo tu stesso.

In che modo?

Ti basterà seguire questi 3 consigli molto utili:

  • leggi o guarda qualche storia gialla e analizza la presenza o meno di questi elementi,
  • analizza come vengono utilizzati (per acquisire trucchi e segreti dei grandi narratori),
  • e verifica che impatto hanno sia a livello narrativo che emotivo sul pubblico.

Vedrai come piano piano anche tu arriverai ad essere consapevole di quello che scrivi e delle scelte che prendi come autore, tanto da eccellere e conquistare il tuo pubblico.

P.S. Ricorda, se vuoi diventare un bravo autore, di approfondire l’articolo sulle caratteristiche del giallo, che ti chiarirà molte cose e ti sorprenderà.

Se non l’hai fatto, perciò, leggilo o salvalo nei preferiti per dargli un’occhiata nei prossimi giorni.

Ora che abbiamo visto come creare un’indagine che coinvolga, entusiasmi e appassioni il pubblico, cosa serve e quali passi seguire per sviluppare il tuo racconto giallo, non ti resta che fare tanta pratica per assimilare tutto al meglio.

Fammi sapere cosa ne pensi e se hai dei consigli utili da proporre alla community, commenta!

 

Ulteriori risorse utili:

Il racconto giallo: caratteristiche, personaggi, trama

Come scrivere un libro: guida per realizzare grandi storie

Caratteristiche dei generi narrativi: dai un’occhiata alle caratteristiche dei vari generi

Come scrivere secondo i generi narrativi: delle guide pratiche e complete per ogni genere

 

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Ti auguro buona fortuna per la tua scrittura.

Un saluto

Cristina

Ciao!

 

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Come scrivere un film drammatico: schema narrativo della storia
Come scrivere un romanzo noir: la guida completa (+ lo schema narrativo)

2 Comments

  1. Chiaraclaire

    Giugno 29, 2025 at 12:13 pm

    Veramente interessante! Un articolo coinvolgente e schietto con ottimi spunti

    Reply
    1. Cristina (DS author)

      Luglio 2, 2025 at 7:24 pm

      Grazie!

      Reply

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