Come scrivere un libro: Guida per realizzare grandi storie

Come scrivere un libro davvero coinvolgente, anche se partiamo da principianti?

E soprattutto, si può arrivare a questo?

In questo articolo vedremo:

  • come evitare gli errori da principiante,
  • evitare anche le storie piatte e noiose,
  • come accendere l’interesse del pubblico pagina dopo pagina, anche se non hai ancora un’idea chiara in mente
  • e una guida passo passo per scrivere un libro (dall’idea, al tema, fino alla formula elementare di una trama avvincente).

Prima di partire, però, chi sono io per parlarti di scrittura?

Per chi non mi conoscesse, sono Cristina Rocca, scrittrice e fondatrice del blog Diventare Scrittore, e ogni giorno aiuto aspiranti scrittori a migliorare in quest’arte e realizzare il loro sogno.

Ora torniamo a noi: come si crea una storia?

I contenuti di questo articolo

I 2 più gravi errori che i principianti commettono quando scrivono un libro

Come scrivere un libro: immagine vecchia macchina da scrivere

Se vuoi imparare come scrivere un libro, di sicuro devi partire dal non commettere gli errori dei principianti. Vediamo perciò di superare questa fase, comprendendo i due errori più gravi che impediscono ai principianti di scrivere storie avvincenti.

Ebbene, cosa importantissima, nel mondo dell’editoria c’è un grande paradosso:

Molti aspiranti scrittori scrivono un libro pensando di scrivere una storia.

Mentre invece molti editori italiani affermano che:

“il 90% dei dattiloscritti che gli arrivano NON contiene una storia, o ne ha una abbastanza sballata da non poter essere definita tale”.

Per le sceneggiature di film, addirittura, nell’ambiente di Hollywood la percentuale di copioni che non contiene una storia arriva fino al 98%.

E qui qualcuno potrebbe dire: ma che significa che un romanzo di 300-400 pagine o una sceneggiatura non contengono una storia? Si sono forse tutti ammattiti?

In realtà no, nessuno è pazzo.

Quante volte vediamo storie che ci annoiano, ci risultano poco credibili, mancano di pathos.

Il problema è che queste storie sono strutturate malissimo, potremmo dire a casaccio, senza senso. Anzi, non sono strutturate proprio.

E allora, come può un lettore o spettatore provare piacere, interesse e riuscire ad incuriosirsi se non c’è una struttura che lo spinga in questa direzione?

Se vuoi dare una chance alle tue storie, devi creare una vera storia, intendo una storia strutturata in un certo modo, che poi è quello professionale.

Che ne dici allora se iniziamo a vedere gli errori che commettono i principianti?

Il primo e più grave errore che fanno gli aspiranti scrittori è credere che basti scrivere le idee che ci vengono in mente per poter costruire una storia.

Mentre invece vedremo presto che non è così.

Il secondo errore è che non badano a rendere le storie interessanti, attrattive, appassionanti, e con tante altre qualità che possano creare un’esperienza e una relazione positiva con il pubblico.

Entrambe le cose sono collegate, ed ora le andremo a vedere.

Partiamo subito.

Se credi che basti scrivere le idee che ci vengono in mente per poter costruire una storia, probabilmente creerai quell’ammasso di scene, che gli esperti definirebbero una “non storia”.

Perché? Qual è la differenza tra un ammasso di scene ed una storia, e come possiamo riconoscerla?

In realtà è facile da capire.

La differenza tra un ammasso di scene e una storia è che una buona storia deve portarci a chiederci: “e adesso…? No io voglio vedere come va a finire! Mo’ quando incontra quest’altro personaggio, sai che succede, una catastrofe… perché lui non sa che lei sa”.

Vedi una buona storia già ci crea nella mente dei film mentali. Noi stiamo seguendo una scena ma già ci proiettiamo in quella successiva, perché vogliamo vedere come va a finire.

Non tutte le storie, se te ne accorgi, riescono a creare questa aspettativa. Di sicuro non le storie piatte e noiose.

Tizio va al luna park e incontra una persona con cui fa amicizia, poi il giorno dopo vanno insieme al centro commerciale e comprandosi un vestito lui confessa tutti i dolori d’infanzia, poi torna a casa dopo aver bevuto e crolla sul letto.

Come vedi queste scene potrebbero suscitare in noi tenerezza, tristezza, commozione, compassione, e magari ci immedesimiamo pure nel personaggio. Ma non c’è nulla che ti porta a farti quei film mentali, a chiederti “e adesso…?”.

In fin dei conti io potrei leggere la prima scena, posare il libro per una settimana e nel caso dire “aspetta ma quasi quasi fammi andare avanti”, ma posso aspettare anche una settimana, un mese. Hai mai notato invece con quale foga leggiamo le storie davvero interessanti? Ci viene difficile anche staccarci dalle pagine, con una mano le giriamo e con l’altra teniamo la forchetta durante la cena.

È questa la grande differenza e questo dobbiamo tenerlo bene a mente, se vogliamo essere dei bravi scrittori e scrivere un libro con una storia davvero accattivante.

Una sequenza di scene potrebbe invece sì emozionarci, commuoverci, farci divertire, ma potrebbe NON stuzzicare la nostra curiosità.

E allora, come creiamo una sequenza di scene che porti il pubblico a crearsi dei film mentali?

In pratica, in una storia fatta bene: “ogni scena acquista significato grazie alle altre, quelle precedenti e quelle successive”.

La scena successiva mi sorprenderà perché nelle scene precedenti, è successo qualcosa che gli dà un significato: magari nessuno aveva mai mostrato una possibilità che accadesse quell’evento, oppure ora si rende chiaro un qualcosa, o ancora il personaggio conquista qualcosa.

Esempio: quando vedo la scena di un bambino che mangia un gelato, resterò commossa solo perché so tutto quello che ha dovuto passare per conquistarsi quel gelato (magari è stato schiavo di una famiglia terribile e quel gelato ha il gusto di libertà).

Te ne accorgi del potere che ha una storia? È stupendo. Già solo questo dovrebbe entusiasmarci a scrivere una storia.

Questo fa una buona storia e non è una cosa semplice da fare e soprattutto non ci si può improvvisare.

Ecco perché, se vogliamo scrivere grandi storie, dobbiamo evitare anche il secondo grave errore che gli scrittori principianti commettono quando scrivono un libro. Dobbiamo badare molto attentamente a rendere le storie interessanti, attrattive, appassionanti, e con tante altre qualità che possano creare un’esperienza e una relazione positiva con il pubblico.

Ma come si fa?

In effetti, prima abbiamo detto che non basta scrivere le idee che ci vengono in mente per poter costruire una storia. E che significa? Mica possiamo scrivere qualcosa che non è prima passata per la nostra testa.

Infatti no. I bravi scrittori però sono i padroni dei loro pensieri e non il contrario, sanno come spingere la mente a pensare le cose in un modo diverso, sanno creare l’interesse del pubblico, sanno appassionare, intrigare e coinvolgere.

E lo sai perché lo sanno?

Perché i bravi scrittori conoscono l’arte della narrazione.

Può darsi che l’abbiano appresa leggendo centinaia di altri romanzi, o può darsi che abbiano studiato la scrittura narrativa. Ovvero quella branca di studio che riguarda la struttura delle storie.

In qualunque modo tu decida di apprenderla, però devi imparare le tecniche che ti permetteranno di creare interesse, incuriosire, appassionare, coinvolgere.

E quindi, domandarti e capire perché una particolare situazione crea curiosità e perché la stessa scritta in un altro modo invece non lo fa.

Altrimenti resterai lì a chiederti: ma perché le persone non si interessano alle mie storie? E perché gli editori cestinano i miei manoscritti? Insomma, rientrerai nel 90% di quei manoscritti che non contengono una storia.

Credo che tu voglia evitarlo, no?

Ecco, in questo articolo io ti darò delle dritte utilissime, vedremo come scrivere una storia che cattura l’interesse e conquista la curiosità del pubblico.

Perciò, ora che sappiamo come distinguere delle sole scene da una storia, sperando di averti aperto la mente, potresti essere curioso di capire: ma come possiamo creare una storia degna di tale nome?

L’idea iniziale del libro: trovare e capire di cosa parla la tua storia

Ecco, a questo punto, se vuoi seguirmi, andiamo nel pratico. Come possiamo scrivere un libro e creare una storia travolgente, quindi capace di creare interesse, curiosità, coinvolgimento e partecipazione nel pubblico?

Ma la verità è che nella scrittura è tutto collegato, che dirti di iniziare da un elemento preciso può rovinarti le cose.

A volte gli scrittori trovano l’idea immaginando un tipo di personaggio, altre volte hanno invece un tema da trattare, a volte vogliono raccontare una relazione con un altro personaggio, o a volte nasce tutto da un’immagine particolare, una situazione in cui si ritrova il mondo o il personaggio, o ancora altre volte l’idea parte dal genere narrativo scelto.

Non è importante da dove parte la tua idea, l’importante è farla partire.

Perciò, ti mostro ora come trovare e definire un’idea partendo da elementi diversi.

Se un’idea NON ce l’hai ancora, puoi trovarla da questi 5 elementi:

  • dal personaggio, è possibile che questo personaggio abbia qualche caratteristica che ti colpisce e che vuoi raccontare (ad es. un padre disoccupato, o una madre con un cuore grande),
  • dal tema che vuoi trattare (ad es. la disoccupazione, la giustizia),
  • da una situazione particolare in cui il mondo o il personaggio si ritrova (quindi ad es. una catastrofe naturale, un innocente che si ritrova in galera), qualunque situazione che ti colpisce e che vorresti approfondire,
  • da una relazione con altri personaggi (ad es. un amore tossico, un’amicizia importante, ecc.),
  • o dal genere narrativo scelto (se hai scelto un giallo, sicuramento la storia parlerà di un’indagine su un assassinio).

La tua idea potrebbe partire da questi punti, e riusciti a scoprire di cosa parla la storia, avremo fatto il nostro primo passo nel processo creativo.

Non ci resta che compiere il passo successivo.

Infatti, ora vedremo cosa dobbiamo fare una volta che abbiamo un’idea generale, abbozzata.

Perché uno può dire, “sì voglio parlare della disoccupazione, ma come faccio?”.

Adesso lo vediamo.

Ma per ora, se non hai ancora un’idea per scrivere un libro, ecco ti consiglio di cercarla in questi ambiti. Se poi sei riuscito a trovarla altrove, non preoccuparti, l’importante è che sia una buona idea.

E infatti, come si capisce se è una buona idea? E cosa bisogna fare quando l’abbiamo trovata?

Due ottime domande.

Bè, in realtà dobbiamo costruirla, completarla e rafforzarla per renderla interessante. Solo così potremo capire se è buona.

Ma così come il processo di ricerca dell’idea non è logico, anche costruire l’idea in una trama potente è un processo che richiede tanti elementi messi insieme.

Ti mostro perciò una formula che non ha niente di magico, ma che trasformerà le tue idee in una storia indimenticabile e a quel punto sarai in grado di scrivere il tuo libro.

Come scrivere un libro (creazione punto per punto): guida alla realizzazione di storie indimenticabili

Come possiamo assicurarci di scrivere un libro che appassioni pagina dopo pagina e riga dopo riga?

A questo serve la formula elementare di una trama. La formula nella sua essenza naturale più semplice.

La formula elementare di una trama ti aiuterà a:

  • sviluppare un’ottima idea, che racconta un tema specifico,
  • a sviluppare un personaggio interessante, profondo e completo,
  • e a raccontare una storia unica.

Da notare: questa è una formula generale, che va adattata sul genere che scegli.

E come la adatti? In base alle caratteristiche del genere.

Perciò, la prima cosa che devi fare, quando inizi a creare una storia, è scegliere il genere o il mix di generi con cui andrai a raccontare la tua storia. Così, adatterai questa formula in modo specifico.

Ed ecco la formula:

Personaggio con un Desiderio + Ostacolo + Azioni e Scelte (difficili) + Conseguenze e Riprogrammazione + Risoluzione (Raggiungimento o Sconfitta) = Cambiamento della vita.

Prima di parlartene, però, ho bisogno di dire qualcosa sul famoso “tema della storia”.

Il tema della storia: come crearlo

Tutti sappiamo che le storie devono avere un tema centrale, che vada a collegare tutti gli elementi presenti, come fosse un filo conduttore.

Ma come si costruisce il tema della storia?

Esistono due modi comunemente utilizzati per sviluppare il tema di una storia.

Modo 1:

A volte gli scrittori partono con in mente un tema “l’amore, la disoccupazione, la disonesta, ecc.”.

Cosa fare a quel punto?

Procedimento:

Dovrai prendere tutti gli elementi che vedremo nella “formula di una trama avvincente” e legarli a quell’argomento (quindi all’amore, o alla disoccupazione, insomma al tema che abbiamo scelto).

E a quel punto si creerà una storia specifica e coerente sul quel tema.

Modo 2:

Ma veniamo al secondo modo con cui creare un tema.

Lasciami dire, infatti, che per scrivere un libro non è necessario partire subito da un tema, puoi trovarlo più avanti. Lo abbiamo detto, il processo creativo non è logico né lineare.

Perciò, a volte può capitare che tu NON abbia subito un tema, parti semplicemente da una situazione e la sviluppi.

Procedimento:

Lì allora dovrai fare una cosa: una volta scritta la storia con gli elementi della formula, dovrai analizzarla e capire qual è davvero il tema.

Fatto questo, a quel punto però dovrai unificare tutti gli elementi secondo il tema, o la storia sarà solo un ammasso di scene confusionarie e senza senso.

Quindi, a quel punto dovrai iniziare a modificare la storia provando ad incastrare gli elementi secondo il tema raccontato. Qualcosa verrà eliminata, qualcosa aggiunta e qualcosa modificata.

E allora ecco che gli elementi della formula dovranno tutti avere a che fare con il tema.

Ricordo la formula:

Personaggio con un Desiderio (legato al tema) + Ostacolo (legato al tema) + Azioni e Scelte (difficili) (legati al tema) + Conseguenze e Riprogrammazione (legati al tema) + Risoluzione (Raggiungimento o Sconfitta) (legata al tema) = Cambiamento della vita (legato al tema).

Spero che tutto sia chiaro. Del tema ne parleremo comunque più avanti, dopo aver analizzato punto per punto la formula della trama (quindi, continua a leggere).

Ed ora vediamo come strutturare la nostra storia, adottando la formula elementare della trama.

La formula di una trama avvincente (ecco come scrivere un libro indimenticabile)

Eccoci, ora imparerai nella pratica come scrivere un libro, perché andremo a vedere gli elementi che ti serviranno per creare una trama avvincente.

Quindi, momento di concentrazione, e via.

Innanzitutto, il principio cardine: la formula funziona solo quando tutti gli elementi fanno la loro parte.

Ora tenendo d’occhio la formula:

Personaggio con un Desiderio + Ostacolo + Azioni e Scelte (difficili) + Conseguenze e Riprogrammazione + Risoluzione (Raggiungimento o Sconfitta) = Cambiamento della vita.

Andiamo a spiegarla elemento dopo elemento.

1 – Personaggio con Desiderio

Molti principianti, quando si cimentano a scrivere una storia, si fermano alla creazione del personaggio, magari gli creano un trauma, una sofferenza, ma NON sviluppano il desiderio.

E spesso i protagonisti risultano delle “vittime passive” che non attraggono l’interesse del pubblico.

Quando invece il personaggio ha un desiderio, noi ci immedesimiamo in lui, e ci interessiamo alla sua vicenda, a ciò che gli accade, ci prendiamo a cuore le sue sorti.

È per questo che seguiamo la storia fino alla fine: per vedere se il personaggio ce la farà a realizzare il suo desiderio. (Questo sempre che ci rivediamo nel suo desiderio e nella motivazione che lo spinge a volerlo, attenzione!).

I personaggi non avranno più lo status di “povere vittime”, ma acquisiranno lo status di “non è giusto ciò che gli accade, merita la felicità”.

E quando nella mente del lettore o spettatore si attiva questo cambio di prospettiva, si innesca il sentimento di partecipazione del pubblico. Ovvero, non saranno spettatori passivi e annoiati, che tra una scena e l’altra guardano le notifiche dello smartphone, ma saranno spettatori che “chiunque sia al telefono, rispondo più tardi, ora devo finire la storia”.

Non è forse questo il tipo di spettatore che vogliamo per le nostre storie?

Basta anche un semplice: un ragazzo vuole arrivare a vincere i mondiali di calcio. E vedrai che già qualcuno inizierà ad interessarsi.

Certo poi ci vuole un altro elemento che vedremo di seguito, per rafforzare questo interesse. Infatti, se ricordi, la formula funziona solo quando tutti gli elementi fanno la loro parte.

Ma è anche importante che il desiderio, come tutti gli elementi che verranno, sia molto legato al tema che tratta la storia. Nel caso tu trovi un tema, ad es. “la giustizia”, il desiderio del personaggio deve avere a che fare con la giustizia. Quindi, giustizia per un crimine, per un sopruso, ecc.

Allora lavora sul desiderio del personaggio, creane uno in cui potremmo rivederci noi spettatori e una volta trovato quello giusto, fai sì che il personaggio abbia una forte motivazione valida per desiderarlo così ardentemente.

Perché ricorda: se importerà davvero tanto a lui, importerà tanto anche a noi, ma se importerà poco a lui, importerà poco anche a noi.

2 – Ostacolo

Se poi questo desiderio viene ostacolato da una forza difficile da sconfiggere, noi spettatori ci arrabbiamo sì per l’ingiustizia, perché il protagonista non ottiene ciò che merita, ma iniziamo anche a tifare affinché il protagonista abbatta questi ostacoli e realizzi il suo sogno.

Pensa a Giulietta e Romeo che non possono stare insieme perché le loro famiglie si oppongono a quell’amore. Noi troviamo quell’opposizione ingiusta e in quel momento prendiamo a cuore le sorti dei due protagonisti. Infatti vorremo vedere come andrà a finire.

Questo è proprio l’effetto che deve suscitare ogni storia.

Finché le persone non prendono a cuore le sorti del tuo protagonista, non hai una storia.

Bene, forse non te ne sei accorto, ma grazie a questi due elementi, ora hai un’idea!

Devi sapere infatti che Personaggio con un Desiderio + Ostacolo FORMANO L’IDEA della storia.

La storia tratta di un personaggio che cerca di raggiungere o ottenere qualcosa, ma suo malgrado viene ostacolato da qualcuno o qualcosa, e per ottenere quello che cerca, è obbligato ad affrontarla.

Perciò, per scrivere un libro e non fare gli errori dei principianti, assicurati la presenza di questi due elementi e già sarai a buon punto.

Non ci resta che sviluppare l’idea in una trama completa dal racconto entusiasmante. Perciò, continuiamo con gli altri elementi della trama.

3 – Azioni e Scelte (difficili)

Cosa fai se hai un forte desiderio ma qualcosa si oppone contro?

Agisci, cerchi di superare l’ostacolo, tenti di risolvere il problema. È qui hai il materiale della storia ed è un materiale molto attraente.

Il desiderio + l’opposizione, infatti, generano un conflitto molto difficile da risolvere (e anzi se appare addirittura “irrisolvibile” hai trovato il gancio che attira la più grande curiosità del pubblico, ovvero si chiederanno “e adesso come farà? È impossibile!”).

Tra l’altro, essendo un conflitto difficile non si supererà in una scena, potranno volerci molte azioni e scelte.

Pensa di nuovo a Giulietta e Romeo, lui decide di scappare a Mantova, poi lei beve il finto veleno, e poi lui beve quello vero. Sono delle azioni e delle scelte che vengono attuate per reagire agli ostacoli che si oppongono al loro desiderio, quindi sono dei tentativi per risolvere il conflitto.

Questo è importantissimo.

Immagina, finora le persone hanno preso a cuore le sorti del nostro protagonista, lo vedono come un amico ma si sono anche immedesimate con lui, vivono l’esperienza come se fossero loro stessi il personaggio, e adesso la storia crea curiosità “come farà a superare quei problemi?”.

La curiosità era l’emozione che mancava e questo elemento di “Azioni e Scelte difficili” serve innanzitutto ad accenderla e soprattutto mantenerla per tutta la storia, da inizio a fine, così da impedire cali di attenzione o di interesse.

Da notare: quando i personaggi affrontano gli ostacoli, l’azione fisica ci entusiasma, ma è la scelta interiore che ci conquista il cuore.

4 – Conseguenze e Riprogrammazione

Nel punto precedente abbiamo parlato di azioni e scelte, e ora noi dobbiamo chiederci: “e la forza che si oppone al desiderio del protagonista come reagisce a quelle azioni?”.

Se smette di reagire, ovviamente la storia è finita. Giulietta e Romeo possono stare insieme perché nessuno li ostacola più. Non è certo alla prima azione che la forza “antagonista” si abbatte.

Cosa succede invece?

Il personaggio protagonista prende una scelta, compie un’azione, ma a quel punto, la forza che si oppone reagisce in modo più vigoroso e imprevisto, creando nuovi ostacoli più duri da superare. (E qui, manteniamo la curiosità, vedi? Anzi, la aumentiamo sempre più).

Ma non facciamo solo questo. Qui creiamo “significati” ed “emozioni”.

Vorrei un attimo di silenzio per dare la giusta importanza a queste parole “significati” ed emozioni”.

Se vuoi essere un bravo scrittore, queste due parole dovranno essere sempre presenti. Non vorrai certo scrivere un libro che non abbia significato ed emozioni, spero.

Insomma le azioni creano delle “conseguenze” che allontanano il protagonista dal raggiungimento del suo desiderio. E allora il protagonista che deve fare? Deve “riprogrammare” le sue scelte e le sue azioni.

È così che una persona buonissima può decidere di rubare, truffare o uccidere, magari spinto dalla disperazione.

Questo intendo con riprogrammazione. Il personaggio cambia strategia, alla luce di nuove rivelazioni che lo fanno cambiare. (E questo ci emoziona e intriga). In questi momenti rafforziamo il legame tra il pubblico e il personaggio.

Ma cosa avviene di preciso?

Nel corso della storia, il protagonista cambia le sue convinzioni, supera dei suoi blocchi interiori.

Esempio:

  1. Magari questo personaggio crede che essere buoni significhi dire sempre sì a tutti.
  2. Ma poi si rende conto che in questo modo sta dicendo no a se stesso e ai suoi bisogni. Perciò inizia a dire no agli altri.
  3. Ma ancora, dopo qualche tempo si accorge che dire no a tutti è anch’esso sbagliato, perché rinuncia a delle belle esperienze, e allora riprogramma le sue convinzioni e consapevolezze.

Vedi la riprogrammazione come avviene continuamente?

Ma attenzione, nota bene questo accorgimento importantissimo:
Le azioni che il personaggio si ritroverà a compiere, per superare gli ostacoli, dovranno essere difficili per lui, paurose, rischiose (che non si significa per forza che i personaggi rischiano la vita, ma possono rischiare nelle commedie ad es. di essere scoperti a dire una bugia, a perdere l’affetto di un amico, la reputazione, ecc.).

Diciamo che i personaggi devono essere costretti ad uscire dalla loro zona di comfort, ed è proprio quando fanno scelte e azioni che non avrebbero mai avuto il coraggio di fare in situazioni normali, che riescono a crescere e maturare.

Le storie si basano su questo, su queste prese di consapevolezza e sui cambiamenti dei personaggi (elementi che poi formano il tema della storia).

Alla fine tutta l’esperienza di piccole riprogrammazioni (a cui li costringono le conseguenze) porterà a un cambiamento più grande e radicale, l’esperienza più soddisfacente per il pubblico (ma ne parliamo dopo).

5 – Risoluzione (Raggiungimento o Sconfitta)

La domanda ora è: ma tutto questo percorso, tutto quello che il personaggio ha fatto, lo porterà a raggiungere il suo desiderio, o no? Magari viene sconfitto.

E come arriva a raggiungerlo o perderlo?

Non facciamo dei finali stupidi. Sai cosa intendo con stupidi?

Semplicemente, se il protagonista compie un’azione che avrebbe già potuto compiere all’inizio della storia (perché ne era già in grado), perché ha aspettato solo alla fine di compierla? È forse scemo?

Ecco questo sarebbe un finale stupido.

Vorrei aiutarti a non scrivere un libro in questo modo.

Come deve essere un vero finale?

Il protagonista di una buona storia dovrebbe arrivare sul finale a compiere un’azione, che all’inizio non era in grado di compiere (magari anche a causa di un blocco emotivo, non deve essere per forza qualcosa di fisico).

Come batte la forza antagonista? Magari “col perdono”, cosa che all’inizio non era in grado di fare. Ma tutta quella storia lo ha portato a riprogrammare le sue convinzioni, gli ha aperto la mente a nuove consapevolezze, e grazie a queste, finalmente risolve il conflitto e raggiunge il suo desiderio (se abbiamo scelto per lui un finale positivo).

Se invece abbiamo scelto un finale negativo, il personaggio potrebbe non accettare le nuove convinzioni e non trovare una risoluzione al problema, rimanendo sconfitto.

Oppure il finale tragico potrebbe semplicemente aprire gli occhi del pubblico ad una dura verità. Ad es. “per salvare delle vite alle volte devi sacrificare la tua”. Quindi, in quel caso il personaggio raggiunge il suo desiderio/obiettivo ma lo fa perdendo la sua vita, e qui si afferma un’amara verità.

Un altro esempio, anche Giulietta e Romeo, come sconfiggono l’odio tra le famiglie? E come raggiungono il desiderio di stare insieme?

Capiscono che il loro amore sconfiggerà anche la morte ed è lì che finalmente staranno insieme, nella morte. Poi nessuno di noi potrà sapere se il loro desiderio è stato raggiunto, ma il finale mostra questa amara verità: l’odio dei genitori ha ucciso i loro figli.

Quindi scegli e crea la tua risoluzione con un’azione significativa ed emozionante: come e perché riesce a battere definitivamente la forza che ostacola il suo desiderio o come e perché invece non ci riesce e rimane sconfitto?

Rispondi a questa domanda in modo originale, e mostra se quelle azioni sono state sufficienti ed efficienti o insufficienti e inefficienti. Mostra se il personaggio raggiunge il suo desiderio o lo perde per sempre rimanendo sconfitto dalla forza che lo ha ostacolato (e forse anche da se stesso).

Non buttare tutto questo in un cliché.

Una volta che il pubblico ha investito il proprio tempo e la propria emotività nella storia desidera un finale che lo sorprenda.

6 – Cambiamento della vita (il senso della storia)

A questo punto sembra finita, ma manca ancora una cosa alla nostra storia: il senso.

Forse lo conoscerai come messaggio della storia o morale della favola. Ma cos’è di preciso?

Le storia, anzi le buone storie raccontano una trasformazione, il più delle volte la trasformazione ce l’ha il personaggio protagonista, che cambia qualche suo aspetto della sua vita. E altre volte è il protagonista che cambia il mondo che lo circonda.

La trasformazione potrebbe riguardare dunque:

  • un aspetto esterno al personaggio, tipo passa da povero a ricco,
  • un aspetto interiore, potrebbe cambiare una sua convinzione, una parte del suo carattere, un suo problema interiore,
  • un aspetto relazionale, risolve una relazione, tipo da separato sistema il suo matrimonio,
  • o il protagonista cambia il mondo che lo circonda e gli altri personaggi (tipo salva il mondo, o trasforma dei ladri in persone oneste).

Si intende questa “trasformazione” come una qualunque cosa che cambia la vita del personaggio o del mondo:

  • o in meglio, quindi facendolo crescere, evolvere e maturare,
  • o in peggio, facendolo diventare più oscuro e decadente.

Ma quand’è che a cambiare è il mondo che lo circonda?

Questo succede soprattutto nei generi crime, in cui il detective smaschera le ipocrisie della società e trasforma la situazione da un’ingiustizia alla giustizia, e succede anche nei film d’azione, di supereroi, che spesso portano il mondo a cambiare. Ma anche in altri generi come il fantasy, ecc.

Chiarito questo, però ampliamo meglio il concetto di cambiamento, per arrivare così a scrivere un libro memorabile, consapevolmente.

Come far cambiare il protagonista?

Se prima abbiamo parlato di piccoli cambiamenti durante la riprogrammazione, tutte quelle nuove consapevolezze ed esperienze vissute avranno portato il personaggio a diventare più “maturo e consapevole”.

Qualche esempio?

Un cambiamento positivo può avvenire quando un egoista diventa profondamente altruista. Mentre un cambiamento negativo può avvenire quando un onesto diventa profondamente disonesto.

Spesso, potrai vedere in altre storie, che il personaggio all’inizio della storia non riusciva a compiere una particolare azione (ad es. credere in se stesso, o perdonare sua madre, ecc.), bè alla fine riuscirà a compiere quell’azione e questo lo cambierà per sempre.

Ad es. se il protagonista batte la forza antagonista imparando a perdonare, questo lo cambierà per sempre. Infatti, non si comporterà più come faceva all’inizio della storia, sarà più indulgente nei giudizi sugli altri. Sarà una persona trasformata.

Insomma, questa parte finale, risponde alla domanda: “ma tutta questa storia vissuta che effetti ha avuto sul personaggio o sul suo mondo?”.

Sì perché, l’obiettivo è far vivere al pubblico un’esperienza interessante. E se ci rifletti, ogni esperienza la ricordiamo solo se ci ha lasciato qualcosa, sia in positivo sia in negativo. Non ricordiamo, infatti, tutte le volte che usciamo di casa e andiamo a fare la spesa, ricordiamo solo quelle volte in cui facendo la spesa è accaduto qualcosa di particolare.

Lo stesso vale con le storie. Arrivare alla fine di una storia e rendersi conto che questa NON ha lasciato nessun effetto sulle vite dei personaggi, riduce l’esperienza al “non era nulla d’importante”.

Non è questo che vogliamo per una storia. Il pubblico ne rimarrebbe deluso.

Quindi, lavora bene anche su questo elemento.

Stai attento però con i cambiamenti a non forzarli, devono risultare naturali.

Per questo devi domandarti: “cosa dovrebbe capitare al personaggio per fargli perdonare sua madre o per dargli fiducia in se stesso?”.

E a quel punto crei l’intera trama della storia con eventi ed esperienze che lo portino a riprogrammare, cambiare convinzioni e arrivare ad un cambiamento radicale, onesto e sincero.

Mi raccomando, “onesto e sincero” vuol dire senza forzature. Altrimenti il pubblico lo sentirà poco credibile e ne rimarrà deluso.

Una conclusione di questo tipo sarà molto sentita e partecipata dal pubblico, ed è ciò che lo soddisferà maggiormente, è il premio che riceverà per aver sacrificato il suo tempo investendolo nella tua storia.

Se vuoi dargli un’emozione soddisfacente perciò ricerca un significato.

Imprimere un significato a quanto accaduto fornirà un valore alla storia e anche un’anima.

Perciò, lavora su questa trasformazione, che sia del mondo o del personaggio, perché è questa che dà il significato alla storia.

Bene, questo era l’ultimo elemento. Se proverai a scrivere un libro con questa formula, e soprattutto “se saprai farlo bene”, vedrai che la tua storia prenderà vita. Ma ovviamente devi saper legare tutti questi elementi ad un tema centrale.

E c’è ancora qualcosa da dire sul tema, infatti: il tema non è quello che sembra.

Si è proprio così. C’è un grosso errore che tutti commettono con il tema.

Quale?

L’errore che tutti commettono con il tema

Una cosa che pochi sanno è che “l’amore” non può essere un tema. Quando diciamo concetti come amore, amicizia, pace, giustizia, questi sono solo degli “argomenti”.

Si parla di “argomento centrale”.

Il tema vero è un “punto di vista”. Infatti, viene chiamato “punto di vista tematico”.

Un esempio di punto di vista tematico è “credere nell’amore”.

Se ci pensi infatti è un punto di vista, c’è chi ci crede e chi no. O ancora può essere “l’amore esiste”. Anche qui c’è chi ci crede e chi no.

Perciò, ad es. nell’opera “Giulietta e Romeo”, il tema (o meglio l’argomento centrale) viene naturale: è l’amore. I due amanti si vogliono amare, ma vengono ostacolati dalle famiglie. Per completare un tema, però, dobbiamo cercare il punto di vista da cui è raccontata la storia, e quindi c’è bisogno di altre cose: argomento, punto di vista e messaggio, ad esempio.

Se proviamo a scovarlo dunque, tornando all’argomento centrale che è l’amore. Il punto di vista da cui lo si tratta è “la battaglia amore contro odio” (lo ritroviamo dagli elementi desiderio e opposizione). E il messaggio finale è che “l’amore vince sull’odio” (lo ritroviamo dal chi vince tra desiderio e opposizione, quindi tra protagonista e antagonista; e da come vince).

Infatti anche se è un finale tragico è da notare che Giulietta e Romeo muoiono per evitare che l’odio corrompa i loro cuori e il proprio amore. Pertanto, se da un lato l’odio ha distrutto le loro vite materiali, dall’altro lato il loro amore ha vinto sull’odio che più temevano, ovvero quello che poteva avvelenare i loro cuori e portarli ad odiare altrettanto.

Altra precisazione che dobbiamo fare sul tema è che il tema non è statico, ma dinamico, possiamo articolarlo in vari modi, aggiungendo elementi e riflessioni in base a tutto ciò che accade nella storia.

Questo perché il tema non è nient’altro che un punto di vista, e ognuna delle persone che segue la storia, infatti, trova il suo punto di vista.

Es. possiamo articolare il tema di Giulietta e Romeo come “l’amore vince su tutto, anche sulla morte”.

Ma anche in un altro modo, come “l’amore nel nostro mondo perde la battaglia contro l’odio”.

Come vedi, cambia a seconda di chi crede che nella morte staranno insieme e chi invece vede la morte come la sconfitta dell’amore.

Lavorare sul tema non è facile, proprio perché il tema lo rintracciamo da quello che vogliono e fanno i personaggi, da cosa devono affrontare e dove arrivano alla fine della storia. E dobbiamo inserire vari aspetti per renderlo concreto, ad es. il punto di vista e il messaggio.

Ovviamente bisogna imparare a fare pratica su queste cose, e all’inizio farai fatica a trovare il tema della tua storia, ma piano piano imparerai.

Ricorda però che il tema non è una parola, è un punto di vista, il tuo personale punto di vista su un determinato argomento.

Perciò quando utilizzi la formula elementare di una trama avvincente, valuta di legare gli elementi al tuo personale punto di vista tematico.

Conclusioni: l’occhio del buon autore per scrivere un libro memorabile

Ricapitolando… come scrivere la storia per un libro avvincente

Per creare una storia nella sua essenza basilare devi avere almeno questi 6 elementi: Personaggio con un Desiderio + Ostacolo + Azioni e Scelte (difficili) + Conseguenze e Riprogrammazione + Risoluzione (Raggiungimento o Sconfitta) = Cambiamento della vita.

Questi che abbiamo visto sono solo alcuni degli elementi che ti faranno creare una storia ben solida e coinvolgente. Dietro la creazione di una storia c’è un mondo e questa è solo una formula nella sua forma più elementare, più semplice.

Ma hai notato come la storia già acquista sostanza, trova un’anima?

La questione che voglio farti capire è che, se vuoi scrivere un libro come si deve, non puoi pensare alla storia in modo superficiale, della serie “penso le scene e le scrivo”. Devi osservarle con l’occhio del buon autore.

Quando sai pensare una storia nella forma più alta, la storia assume un’anima e tu come autori provi quella sensazione di sorpresa, riesci a sorprenderti di quello che hai scritto.

Prova ad inserire anche solo gli elementi che ti ho mostrato e vedrai già la differenza.

Scrivere storie non è facile, ci vuole ingegno, fantasia, creatività e altre abilità da saper destreggiare.

Quanto ti ho mostrato oggi ti aiuterà tantissimo a migliorare le tue storie.

Ma dietro la costruzione di una storia c’è molto di più e se vuoi approfondire meglio queste cose, sul blog Diventare Scrittore trovi varie risorse specifiche che potranno aiutarti.

Se ti va, ti aspetto di nuovo qui!

E iscriviti alla newsletter se vuoi ricevere contenuti esclusivi.

Per ora ci salutiamo, ti auguro in ogni caso buona fortuna per i tuoi progetti, e alla prossima!

Un saluto

Cristina

Per chi ha voglia di mettersi subito a scrivere un libro, consiglio la lettura di questo manuale pratico intitolato: “Metodo per creare storie”

Metodo per creare storie (copertina e-book)

Il libro fornisce la preparazione utile a:

  • Sviluppare la trama di una storia per un romanzo, un racconto, o un film.
  • Seguire lo stile dei diversi generi letterari e cinematografici.
  • Sviluppare un metodo di lavoro che ti farà risparmiare tempo e aumenterà l’efficacia di concentrazione sulle qualità della storia.
  • BONUS: Troverai anche gli schemi e i modelli, da riempire con le tue idee, per organizzare al meglio le tue storie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *