Last Updated on Settembre 8, 2024 by Cristina (DS author)

Quali sono le caratteristiche del racconto fantasy?
Come possiamo scriverne uno veramente bene, bene, bene, tanto da appassionare il pubblico?
D’altronde, il fantasy (detto anche racconto fantastico) è il racconto di vicende legate ad elementi soprannaturali, e va bene creare mondi magici, coreografie di lotte straordinarie, ma possiamo creare una storia davvero carente di contenuto, a ritmo altalenante e una cosa già vista e rivista che adesso annoia e non ci sorprende più.
Meglio scriverne una attraente, dinamica, intrigante e far fare al fantasy ciò che è in grado di fare meglio: appassionare il pubblico a livello fisico ed emozionale.
Vediamo perciò di destrutturare questo genere per prendere il meglio.
Prima di partire, però, lascia che mi presenti. Sono Cristina Rocca, scrittrice e fondatrice del blog diventare scrittore, e ogni giorno aiuto aspiranti scrittori a migliorare in quest’arte.
Torniamo a noi.
Innanzitutto, capiamo: perché le persone seguono un fantasy? Cosa le appassiona di questo genere e cosa no? Cosa si aspettano o vogliono trovare? Te lo sei mai chiesto?
Vediamo di scoprirlo!
Perché le persone seguono, amano e vogliono il fantasy
Passione, entusiasmo, rivalsa della giustizia contro l’ingiustizia, del bene contro il male. Tutto questo si potrebbe ottenere anche in modo austero con una semplice storia di un processo di tribunale contro un criminale.
Probabilmente, però, noterai la differenza con il racconto fantasy. Noterai che il processo di tribunale ti lascia ad un livello fisico di emozione molto più basso. Mentre il fantasy ti deve accendere come una torcia. Il tuo eroe sta lottando ma è come se lo sforzo lo facessi anche tu assieme a lui. Puoi sentire i tuoi muscoli tendersi, addirittura.
Chi ama il fantasy vuole questo, e non solo. La forza bruta, il coraggio e le abilità fisiche sono belle sì, ma vuoi metterle contro la furbizia dell’eroe? Il pubblico vuole vedere l’astuzia del suo eroe, l’intelligenza. Come riesce l’eroe ad uscire brillantemente fuori da situazioni irrisolvibili.
Io vedo il fantasy, così come altri generi dell’epica, tipo l’avventura e l’azione, li vedo come un corso di sopravvivenza.
L’esperienza è quella.
Ma la vera domanda è: a che ci serve un corso di sopravvivenza?
Risposta più ovvia: a sopravvivere. Risposta meno ovvia: a sconfiggere la morte in quella occasione.
Ecco allora che ci stiamo avvicinando al vero obiettivo del fantasy. Con quale obiettivo dobbiamo pensare di scriverlo?
Obiettivi e ragioni artistiche del racconto fantasy: “non è solo intrattenimento”
L’obiettivo del fantasy è principalmente uno:
La riscoperta delle virtù per vincere il destino
Il racconto fantasy è scritto con l’idea di celebrare le gesta del protagonista (e quindi dell’uomo) contro il destino, ci mostra dunque le virtù che bisogna avere per vincere il destino avverso.
Tutto questo lo fa ricreando un ambiente di pura fantasia, quindi distaccato dal mondo reale, per sottolineare che quella NON è un’imitazione della realtà, ma il frutto dei desideri inconsci del pubblico.
Questa è una lotta che avviene nel nostro inconscio, nei nostri desideri.
Ed ora che ci penso, lottare contro il destino avverso è quello che facciamo sempre, continuamente, per qualsiasi cosa che desideriamo, anche piccola che sia.
Ecco allora che la storia diventa uno strumento molto potente per dare al suo pubblico una vasta gamma di cose che accendono la loro mente, il loro cuore, i loro desideri più reconditi e i loro muscoli.
Quando una storia arriva a quel livello di profondità è straordinario.
Non pensare allora di star scrivendo solo una lotta di magia, stai creando arte.
Se vuoi scrivere un fantasy, come ogni storia, devi amare il tuo pubblico e offrigli l’esperienza migliore che possano desiderare.
Come sarà questa esperienza?
Ecco cosa dovresti pensare quando lavori ad un fantasy.
Ricordandoti prima di tutto l’obiettivo principe.
Lo ribadisco perché ti servirà da guida: l’obiettivo è mostrare e far riscoprire le virtù che servono all’uomo, per vincere il destino avverso. Questo andrà a coinvolgere e animare il pubblico per tutta la storia.
Quindi, devi riuscire in questo obiettivo.
Perciò, la storia dovrà muoversi verso una direzione ben precisa: la lotta tra vita e morte.
Come abbiamo detto prima, la lotta tra giustizia e ingiustizia si potrebbe raccontare con un processo di tribunale, che potrebbe essere anche magico (e quindi rientrare nel fantasy). Ma non è fantasy perché manca proprio la lotta per la sopravvivenza.
Questo è un aspetto principale. L’eroe per portare giustizia e far vincere le forze del bene, deve trovare il modo di sopravvivere al destino avverso.
Ovviamente, però, per rientrare nel fantasy, il mondo della storia deve avere elementi di fantasia.
Ed ora, non sai se la tua storia riesce in questi intenti? Bè, non preoccuparti. Stiamo per vedere quali elementi ci consentono di arrivare a questo. Quali sono le caratteristiche vere e proprie del racconto fantasy e di un fantasy scritto bene.
I personaggi del fantasy: chi sono, quale funzione hanno (e come crearli)
Quali sono le caratteristiche del fantasy vere e proprie, e ti ricordo, di un fantasy scritto bene?
Non possiamo di certo non partire dai personaggi, visto che sono i veicoli con cui noi osserviamo la storia e ci emozioniamo. Un elemento super-importante della storia, che va pensato bene e non in modo abbozzato e superficiale.
D’altronde, vogliamo scrivere un racconto fantasy emozionante, mica una cosa così.
Dunque, gli elementi essenziali di un fantasy sono i seguenti:
Partiamo dai personaggi, che poi sono i veicoli con cui noi osserviamo la storia e ci emozioniamo. Un elemento super-importante della storia, che va pensato bene e non in modo abbozzato e superficiale.
D’altronde, vogliamo scrivere un fantasy travolgente, mica una cosa così.
Quali e come sono i personaggi del fantasy?
L’eroe
Non possiamo avere un fantasy se non abbiamo qualcuno che lotta contro il destino avverso e che di fatto salva il mondo da questo destino avverso, spesso incarnato da un tiranno (che rappresenta una minaccia alla sopravvivenza e alla libertà degli uomini).
Esistono due tipi di eroe nel fantasy.
L’eroe dell’Heroic Fantasy, che è una persona fuori dal comune, un eroe (delle volte anche un semi-dio), quindi qualcuno che ha le carte in regola per sconfiggere il tiranno.
Questo eroe però di solito ha qualcosa di personale contro il malvagio. Di solito ha subito un torto da questo tiranno malvagio e ora vuole vendicare le persone perse a causa di quel torto.
Lo stile Heroic fantasy è il tipo di storia in cui l’eroe guida i Buoni verso il riscatto della propria vita, sconfiggendo le Forze del Male, che invece fondano il loro potere sull’aiuto della magia e del potere distruttivo, vendendo addirittura la loro anima per conquistare i propri obiettivi.
L’eroe della Quest invece è l’esatto opposto dell’eroe. È uno degli ultimi nella scala sociale (l’escluso per la sua diversità). L’individuo che crede di non avere nessuna qualità, ma che si ritrova ad essere l’unico rimasto a poter riparare una situazione più grande di lui, situazione che sta portando distruzione nel suo mondo.
Un individuo che non è stato scelto “apparentemente” per le sue qualità, ma perché le persone più forti di lui sono morte e per esclusione è rimasto solo lui a poter agire.
In pratica non ha nessuna carta in regola per sconfiggere il cattivo, e diciamoci la verità, praticamente nessuna speranza di vincerlo.
Lo stile della Quest è il tipo di storia che si fonda sulla ricerca di un oggetto magico o un oggetto sacro, insomma qualcosa di importante per il riscatto dei Buoni.
Il tiranno malvagio
Il cattivo di turno è colui che di solito vuole conquistare il mondo per sottometterlo alle sue volontà. È praticamente un sociopatico. Vuole umiliare l’intera razza umana vedendola inginocchiarsi ai suoi piedi. Non ha alcuna empatia, ha un cuore di pietra.
Spesso, o ha già dei poteri magici ma vuole aumentare il proprio potere, o invece non ne ha ma vuole conquistare quel potere. E altrettanto spesso il suo obiettivo è impossessarsi di un oggetto magico, che gli darà il potere più grande di tutti. Potrebbe addirittura ottenere l’immortalità.
Il mondo come personaggio
Altro personaggio, che non è umano e di solito non viene considerato come personaggio, ma di fatto lo devi pensare come un personaggio, è il mondo.
Il mondo rappresenta il destino, che può essere in alcuni momenti alleato del protagonista e in alcuni momenti nemico (il destino avverso). Il mondo non è né cattivo né buono, reagisce in base a ciò che gli succede, può provare a proteggersi attaccando, può essere governato e sottomesso dall’uomo, e può ribellarsi con chi lo ferisce.
Vediamo alcune caratteristiche per costruire questo mondo.
Il mondo del racconto fantasy possiede alcune caratteristiche:
ad es. è ripreso dal mondo reale (solitamente rappresentato in epoca mitologica o medievale), ma re-inventato apposta per il percorso che si ha in mente di far vivere al protagonista.
Spesso c’è magia, stregoneria, morti che ritornano in vita, foreste, paludi, ghiacciai, castelli, ed esistono diverse razze di esseri con mescolanze (metà umane e metà animali, ecc.). Tutti elementi che ostacolano il personaggio ma che piano piano scolpiscono la sua tempra e lo rendono più eroe.
Ma non si tratta solo di inserire questi elementi a casaccio.
Bisogna praticamente strutturarlo, in modo che le avventure che affronterà il personaggio gli permetteranno di mettere in mostra e affinare le sue abilità.
Perciò, come abbiamo detto, il mondo è il co-protagonista amico e nemico del personaggio: è il Destino. Quindi, qualche volta lo aiuterà e qualche volta lo ostacolerà, diamogli però un senso a queste sue azioni. Perché fa quello che fa?
Poi, bisogna incastrare la geografia del mondo in modo coerente per l’occhio del pubblico, che nonostante la finzione lo deve interpretare come un mondo plausibile.
Si tratta allora di fare in modo che la geografia del mondo segua “l’epoca storica scelta”. Ovvero, prima di inserire le presenze soprannaturali, bisogna definire un’epoca storica (anche se inventata) in cui inserire la storia. Quindi un’epoca appartenente al mondo inventato, che giustifichi alcune situazioni e permetta di fare attenzione ai possibili errori anacronistici (ad es. l’uso di oggetti moderni in un mondo più antico).
Non sai quante volte delle piccolezze possono distruggere la credibilità del mondo.
Invece la definizione di un’epoca permette di fare attenzione: ci fa ad es. capire che se scegliamo di creare una civiltà in cui la gente vive nelle capanne o nelle grotte, non possiamo di certo inserire una lavatrice nelle loro case. Sarebbe poco credibile.
Questo è un esempio di errore grossolano che nessuno farebbe ma l’ho fatto per farlo entrare meglio nella memoria. Ma ricorda che tante volte sono delle piccolezze di cui non ci accorgiamo a distruggere la credibilità della storia. Quindi cerca di definire l’epoca (anche se inventata) per il tuo mondo.
Ecco, i personaggi principali sono questi, anche se poi ci sono altre figure che incidono sulla storia (tipo gli alleati, le vittime da salvare, la storia d’amore, ecc.). Questi potrai e dovrai crearli in relazione ai personaggi principali e agli elementi di un fantasy che andremo a vedere ora.
Quindi, presta la massima attenzione, perché ci avventuriamo nella sostanza, nelle caratteristiche che compongono il fantasy.
E allora, come possiamo creare un fantasy che coinvolga, entusiasmi e appassioni il pubblico?
Le caratteristiche del fantasy: vediamo gli elementi che rendono questo genere unico e travolgente
Gli elementi essenziali di un racconto fantasy, oltre i personaggi, sono i seguenti:
- L’eroe
Torniamo a parlare un attimo dell’eroe, perché c’è una caratteristica dell’eroe molto preziosa su cui dobbiamo concentrarci.
Quando inizia la storia, sin da subito si spinge questo eroe a mostrarci qualcosa di umano in lui. E questo qualcosa di umano è l’imperfezione.
Ecco perché la sua caratteristica principale è specifica: lui è un eroe ma che spesso non sa di esserlo. Può essere ad es. un Semi-Dio o un guerriero glorioso, che però ha perso la fiducia nelle sue capacità (come avviene nell’Heroic Fantasy).
Ma aspetta, ha perso fiducia nelle sue capacità di essere un eroe, NON nella sua forza.
Ad es. ha ucciso persone innocenti o non è riuscito a salvare le persone che ama ed ora pensa “no, non sono affatto un eroe, forse non lo sono mai stato e non potrò di certo diventarlo”.
O invece l’eroe può essere una persona comune, anzi la più debole e impaurita (come succede nella Quest).
Come vedi, entrambi comunque rispettano il requisito dell’eroe che non sa di esserlo.
- L’incontro con il mentore
Il fantasy è spesso una storia di crescita e maturità del personaggio.
Spesso, l’eroe deve percorre un viaggio sia fisico che interiore, che lo porti a trovare l’eroe che è dentro di lui.
Ecco perché nella storia, in seguito, sopraggiunge un mentore che crede in lui e inizia ad addestrarlo, nonostante la sua iniziale riluttanza, ma l’eroe è l’unica speranza di salvezza per l’umanità.
- Il viaggio
L’ho già accennato. Il viaggio è sia fisico che mentale e delinea il percorso che l’eroe vive nella vicenda
In un fantasy, spesso vediamo molti luoghi, esploriamo in lungo e in largo quel luogo, per conoscerne le caratteristiche e peculiarità. D’altronde, se inventiamo un mondo fantasy è bello far entrare il nostro pubblico in quel mondo e renderlo partecipe.
Se facciamo restare il protagonista fermo in un unico luogo è un grande spreco.
Ovviamente però cerchiamo di non far diventare il protagonista una pallina da ping pong.
Va bene portarlo nei vari luoghi, ma diamo il tempo al pubblico di affezionarsi anche ai luoghi e alle persone che ci vivono, cerchiamo di trovare il giusto equilibrio tra il numero di luoghi e il ritmo in cui mostrarli, per non confondere il pubblico. Dobbiamo fargli vivere un bel viaggio.
Inoltre, la creazione dei luoghi deve avere un senso, ogni parte di viaggio deve far vivere al protagonista un’esperienza importante che lo faccia crescere. Perciò, il viaggio va pensato con cura.
Considera il punto di partenza dell’eroe, anche mentale, e chiediti cosa dovrebbe vivere per poter raggiungere il suo obiettivo. È così che devi interpretare il viaggio, per tracciarlo al meglio.
- Le avventure
Molti confondo viaggio e avventura, quando in realtà ognuno di noi può viaggiare senza vivere avventure.
L’avventura è un’impresa rischiosa ma allo stesso tempo piena di fascino. Un elemento essenziale però delle avventure deve essere l’ignoto.
Quando ci si avventura verso l’ignoto si va incontro a cose inaspettate. È difficile vivere situazioni ordinarie andando verso l’ignoto e questo è sia pericoloso che affascinante (per chi ama l’avventura).
Ecco, le avventure sono strettamente legate al viaggio, anzi lo vanno a comporre. Infatti, grazie alla loro presenza il viaggio di un racconto fantastico diventa un percorso ricco di avventure pericolose e divertenti allo stesso tempo, in cui l’eroe cresce e matura personalmente e spiritualmente.
- Gli amici e il gruppo
Nei viaggi non incontriamo solo cose, incontriamo persone. C’è chi sarà solo di passaggio, chi ostacolerà il nostro eroe e chi ne diventerà amico.
Spesso l’eroe del racconto fantasy parte solitario all’avventura, o con pochissime persone, perché è una strada pericolosa, e non è che alla gente piaccia rischiare la vita. Ma l’eroe non rimarrà solo per molto. Anche se la relazione con il gruppo non sarà facile.
Nelle storie fantasy, gli amici, che formano o andranno a formare il gruppo di viaggio, incontrano l’eroe, che dal canto suo è spesso un tipo solitario, ma che grazie a loro, durante il cammino riesce a scoprire il valore dell’amicizia, valore che scopre stare nella “diversità” degli amici che incontra e che lo aiutano nelle sue avventure.
Qui entriamo nella parte emotiva che coinvolge le relazioni del personaggio. Potremmo approfondire relazioni di amicizia e di amore già iniziate e piene di problemi, o scoprire il nascere di nuove relazioni e nuovi sentimenti.
Ma quello che conta è che se prima le persone sembrano distanti fra loro, la storia li unirà nella forza del gruppo.
Un requisito fondamentale, di questi personaggi, che permette l’amalgamarsi bene del gruppo è che questi hanno spesso motivazioni diverse per partire all’avventura, ma che si intrecciano con il cammino del protagonista.
- Il mondo soprannaturale
Il mondo soprannaturale. Ne abbiamo già parlato un po’, dicendo che dobbiamo vederlo come un vero e proprio personaggio.
Brevemente ricordo che è un mondo solitamente reinventato e ripreso da epoche storiche passate, in cui però vi è una grande presenza di esseri e forze soprannaturali, come la magia. Questa è la caratteristica che fa rientrare la storia nel genere fantasy.
Senza il soprannaturale non si potrebbe considerare un fantasy.
- L’amore e la famiglia
Non potremmo tralasciare questo elemento, perché ci offre la parte sentimentale e umana dell’eroe.
Abbiamo parlato di amicizia. Ma l’amore e la famiglia, che facciamo? Vogliamo non mostrarle?
La storia d’amore, come in quasi tutti i generi, c’è anche nel fantasy. In questo caso, solitamente la si rappresenta in un certo modo che forse conosciamo bene: “l’eroe deve salvare la persona che ama o la sua famiglia”.
Ma non è detto che la persona che ama o la famiglia non possano essere forti e coraggiosi. Possiamo seguire le loro vicende, mentre si comportano anche loro da eroi, nonostante siano in una posizione di inferiorità o prigionia.
Perciò, non riduciamo al cliché della damigella in pericolo, andiamo in profondità e scopriamo il loro carattere e la loro umanità. E soprattutto mostriamo la forza dell’amore, che può essere mostrata attraverso la lealtà, il non cedere ai compromessi che potrebbero salvargli la vita, ecc.
Ci sono un’infinità di cosa da poter raccontare. In più, l’amata, l’amato, e la famiglia potrebbero essere non le vittime, ma unirsi al gruppo dell’eroe con l’obiettivo di salvare il mondo.
Esplora le loro relazioni.
- Il destino
Il destino è un elemento che incide molto nella storia, anzi è questo che la scrive proprio.
So che il destino è qualcosa di invisibile, e potresti chiederti “ma come lo mostro il destino? Come lo uso?”.
Una caratteristica da tenere bene in considerazione, quando si lavora con questo elemento, è che il destino è sempre “avverso” nei confronti della persona che “l’eroe deve diventare”.
Non ostacola semplicemente l’obiettivo dell’eroe, ma lo porta in situazioni che potrebbero farlo diventare un “non eroe”. Potrebbe cedere a tentazioni che vanno contro i valori morali di un eroe, o potrebbe semplicemente scoraggiarsi, tornare ad ascoltare quella vocina nella testa che gli dice “non sei un eroe e non lo sarai mai”.
Quindi il destino delineerà le difficoltà che l’eroe dovrà affrontare per poter raggiungere il suo obiettivo, e diventare eroe non solo a livello fisico ma soprattutto nell’animo.
- La forza interiore
Questa caratteristica la ritroviamo posizionata in un momento ben preciso della storia: ovvero alla fine. È infatti la risorsa che permetterà all’eroe di vincere la battaglia. Sempre che abbiamo scelto un finale positivo.
Alla fine del suo viaggio, il protagonista deve trovare una forza interiore in grado di risvegliare una maturazione personale, che servirà a sconfiggere il male.
Questo momento, se creato bene, riesce a dare un’energia e un’emozione grandissima in chi segue la storia. È quel momento che ti eleva e ti fa sentire per un momento un eroe.
È bellissimo.
Conclusioni e risorse utili sul racconto fantasy: ora tocca a te
Bene! Siamo arrivati al finale. Queste erano le caratteristiche della storia e abbiamo visto come creare un fantasy che coinvolga, entusiasmi e appassioni il pubblico. Con quali obiettivi scriverli, quali personaggi servono, come muoverli nella storia, e quali caratteristiche inserite ci aiutano a creare il nostro racconto fantasy.
Fammi sapere cosa ne pensi e se hai dei consigli utili da proporre alla community, commenta!
Ulteriori risorse utili:
Come scrivere un racconto fantasy: una guida pratica e completa alla scrittura di questo genere
Come scrivere un libro: guida per realizzare grandi storie
Caratteristiche dei generi narrativi: dai un’occhiata alle caratteristiche dei vari generi
Come scrivere secondo i generi narrativi: delle guide pratiche e complete per ogni genere
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Ti auguro buona fortuna per la tua scrittura.
Un saluto
Cristina
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