So che vuoi scrivere una grande storia, ma non una storia qualsiasi. Vuoi scrivere un una storia che abbia qualcosa da dire, che vada ad esplorare significati profondi e mostrare nuove prospettive su temi, situazioni, emozioni e caratteristiche umane che ti stanno a cuore.
Ma le guide e i video che trovi online ti mostrano solo strutture narrative volte a catturare l’attenzione e l’interesse dei lettori, e che ahimè falliscono proprio per la carenza di profondità dei personaggi e della loro esplorazione.
A chi lo dici! Anch’io quando ho iniziato non sapevo dove mettere le mani. Tutto ciò che scrivevo era insoddisfacente. Come potevo scrivere qualcosa che mi potesse rendere soddisfatta e che potesse farmi raggiungere le mie aspirazioni di qualità della scrittura?
A proposito, io mi chiamo Cristina, storyteller e insegnante di scrittura, nonché founder di Diventare Scrittore. Studio e pratico scrittura di storie da tanti anni, e ho investito una bella somma per apprendere dai maestri di Hollywood.
Quello che leggerai qui, non sono cosette dette così tanto per dire, sono tecniche di storytelling che vengono utilizzate dai più grandi scrittori, ma non solo, qui scoprirai una vera e propria mentalità da scrittore professionista padrone della propria arte e di ciò che vuole trasmettere attraverso essa.
E se te lo stessi domandando: sì, sono adatte anche ai principianti che si cimentano per la prima volta alla scrittura. Infatti, ti mostrerò come partire da zero. Ovviamente, però, bisognerà praticare quanto scoprirai per interiorizzare le informazioni.
Ma vediamo un po’.
Ti spoilero subito i contenuti che vedremo in questa chiacchierata.
- Perché anche se sei un principiante alla prima scrittura sei in grado di scrivere una storia significativa e impattante.
- Quali errori (da principiante) evitare, a cosa stare attenti, dove dirigere la nostra attenzione e i nostri sforzi per scrivere bene e fare progressi, e come trasformare la tua scrittura in una mentalità da professionista.
- Come passare da storie piatte, superficiali e noiose a storie piene di significato, profonde ed emotivamente sorprendenti (con un cambio di mentalità).
- Una guida passo passo per scrivere una grande storia: ti aiuterò a costruire la trama più potente che esista (senza pretese: NON l’ho inventata io).
Troverai il succo di ciò che ho imparato negli anni per poter scrivere una grande storia che ti farà sorprendere per le idee che sei riuscito a creare, e che ti porterà a creare una storia dalla trama potentissima che va ad esplorare nuove prospettive e significati più profondi (e come vedremo lo puoi fare anche se stai scrivendo una semplice commedia leggera, o una storia d’azione).
Se non ci credi, leggi l’articolo e vedrai che ti ricrederai.
Tabella dei Contenuti
Tutti possono scrivere una grande storia (Non serve aver studiato o un’attitudine naturale)
Processo mentale come scrivere una grande storia.
C’è un falso mito (o una falsa convinzione) nel mondo della scrittura.
Che per essere uno scrittore devi avere determinati requisiti come:
- sapere perfettamente la grammatica e la linguistica (ed esserne appassionato),
- essere laureato in lettere,
- essere appassionato e studioso di storia antica,
- essere un fervido lettore.
Io sono in disaccordo con tutto questo.
Avere uno o più di questi requisiti, sicuramente può aiutarti a scrivere meglio, ma nessuno di questi è un requisito fondamentale per raccontare storie.
Secondo la rivista Nature, infatti, che ha condotto degli studi antropologici, la capacità di raccontare storia è un’abilità innata nell’essere umano. Ma come per tutte le abilità, va coltivata e allenata per essere padroneggiata nel migliore dei modi.
Il falso mito della lettura (lettura e scrittura: due cose diverse)
Solo riguardo l’ultimo requisito, lasciami fare un appunto. Anche se non hai mai letto un libro, non è un problema, ma se vuoi scriverne uno faresti bene ad iniziare a leggerne qualcuno, sai perché?
Per poter capire com’è strutturato, per vedere lo stile di racconto, ma anche per essere ispirato, ecc.
Leggere aiuta, perché ti dà stimoli e ti ispira. È per questo che te lo consiglio vivamente, ma se non lo hai fatto o non vorrai farlo assiduamente, questo non deve bloccarti.
Sappi che puoi iniziare anche adesso e vanno bene anche 3 libri in un anno. Non devi diventare un lettore accanito per poter essere uno scrittore, assolutamente no.
Infatti, leggere e scrivere sono due cose diverse. E spesso chi legge tantissimo non sa scrivere, perché non ha studiato l’arte dello storytelling “la scrittura di storie”.
È un po’ come chi ha ascoltato musica al pianoforte e pensa di poter imparare il pianoforte senza studiarlo. È abbastanza difficile, puoi strimpellare ma per raggiungere un certo livello, devi iniziare a farti qualche domanda e cercare delle risposte che da sole non arrivano.
Perciò, rispondo alla domanda iniziale: no non serve né un talento innato né una laurea per scrivere, serve tanta passione e iniziare a studiare lo “storytelling per romanzi”, e i corsi sono brevi e puoi seguirli comodamente anche online. Devi solo trovare quelli veramente buoni (e purtroppo ce ne sono tanti superficiali).
Perciò, non hai scuse. Se vuoi veramente scrivere una grande storia per un romanzo o un film, puoi cominciare in qualunque momento, e ora è quello giusto.
D’altronde, se sei capitato su questo articolo, è perché hai questa volontà.
Ora hai solo bisogno di capire come muoverti (e lo vedremo di seguito).
Qual è il primo passo da compiere per scrivere una grande storia
Credo che il primo passo da compiere per scrivere una grande storia sia più mentale che pratico.
La verità è che serve superare un blocco: “non sono capace, non ho nulla d’importante da dire”.
E allora ti dico: “E se NON servisse essere filosofi per dire qualcosa d’importante?”.
La maggior parte degli aspiranti scrittori si ferma, auto-sabotandosi, perché pensa di non aver nulla d’importante da dire attraverso le sue storie.
Questo è un grave errore.
Anch’io ho avuto questo blocco. Ma è proprio studiando le storie che ho capito quanto questa convinzione sia totalmente inutile e sbagliata, semplicemente auto-sabotante.
Non serve dire qualcosa di filosofico per raccontare qualcosa d’importante.
Prendi questi esempi:
Cappuccetto Rosso: “fidarsi ciecamente delle persone è pericoloso”.
Canto di Natale: “anche le persone egoiste possono diventare altruiste”.
Mission Impossible – protocollo fantasma: “la forza di volontà, l’ostinazione e la perseveranza nello sconfiggere il male salva l’umanità”.
Guardiani della galassia: “il potere dell’amicizia sconfigge il male”.
Star Wars I: “La fede e la speranza accendono il cambiamento anche nelle situazioni più disperate”.
Come vedi, non serve nessun messaggio particolarmente complesso per poter scrivere una storia, basta anche una semplice riflessione personale su qualcosa.
E imparando l’arte dello storytelling per romanzi scoprirai come trovare e creare un buon tema per le tue storie, ma anche come esplorarlo attraverso la storia.
Ma ciò che deve rimanerti in testa ora è che:
Anche se non sei laureato, colto o istruito, puoi esprimere qualcosa d’importante attraverso la scrittura.
Anche se sei giovane e non hai vissuto esperienze particolarmente intense e profonde, puoi esprimere qualcosa d’importante attraverso la scrittura.
Chi dice che un principiante non può farlo, evidentemente non sa di cosa parla.
O per citare il cantante Edoardo Bennato: “chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle, forse è ancora più pazzo di te!”.
Ma non dobbiamo dimenticare un fattore, sì perché un problema c’è.
Il vero problema non è trovare qualcosa d’importante da dire, il vero problema è la mentalità sbagliata che utilizziamo quando pensiamo e scriviamo le scene della nostra storia.
Purtroppo sì, la zavorra che ci trattiene dallo scrivere grandi storie è il costante uso di una mentalità da dilettanti rispetto all’apprendere una mentalità da grande autore (ovvero autore che ha appreso ed interiorizzato l’arte dello storytelling in maniera più profonda).
Storie da dilettanti vs Storie da grandi autori (una sostanziale e importante differenza di approccio da conoscere)
Abbiamo parlato di zavorra, non a caso.
Quando nasciamo non abbiamo ancora la capacità di camminare, di parlare (e di fare tantissime cose), la acquisiamo osservando ed imitando gli altri.
Come abbiamo detto in precedenza, ora sappiamo scientificamente che, tutti noi dentro abbiamo la capacità di raccontare storie, ma sappiamo che alcuni lo fanno meglio di altri.
Perché?
Semplicemente perché alcuni usano la mente e la propria creatività in modo diverso di altri.
E devi sapere che abbiamo abituato la nostra creatività a schemi e approcci di comportamento, che invece di aiutarci a scrivere la migliore versione della storia che abbiamo in mente, ci spingono a scrivere la peggiore versione.
Schemi e approcci di comportamento che ormai sono diventate abitudini naturali, azioni e pensieri che nemmeno ci accorgiamo di mettere in atto.
È per questo che io ormai definisco e distinguo chiaramente la mentalità da “aspirante scrittore, detto anche dilettante” con quelle del “professionista”.
E intendiamoci…
Per me il professionista non è quello che pubblica. Ci sono tanti scrittori di successo che secondo me, ma anche secondo altri maestri importanti di storytelling, scrivono secondo una mentalità da dilettante, dunque scrivono storie piatte, superficiali, banali, stereotipate, e devo dire, anche senza senso (le trovo spesso confusionarie).
Quindi, il professionismo NON è una questione di contratti, vendite o successo, è una questione di capacità di scrivere storie e di qualità delle storie che scrivi.
E anche tu puoi arrivarci a sviluppare una mentalità da scrittore professionista. L’unica cosa che devi fare però, è capire quali errori commetti per colpa della mentalità da aspirante scrittore che il mondo ti ha fatto acquisire, e come risolverli.
E fra poche righe vedrai come ottenere questo cambio di mentalità. Non è così difficile, eh!
Devi sapere che…
Quello che sai sulle storie è spetto sbagliato.
Infatti, tutti pensano di saper scrivere una storia, ma poi:
“Il 90% dei dattiloscritti gli arrivano alle case editrici e cinematografiche NON contiene una storia, o ne ha una abbastanza sballata da non poter essere definita tale. E il problema è che gli aspiranti scrittori non lo capiscono”.
Si tratta di scene magari belle, toccanti, emozionanti, ma che non hanno le caratteristiche di una storia.
Infatti, la maggior parte degli scrittori dilettanti pensa a livello di scene e non a livello di storia. Ovvero crea un ammasso di scene messe in sequenza, mentre però il filo conduttore della storia, l’esperienza evolutiva della storia e il suo senso non esiste o è troppo vago e confusionario.
Ed è difficile seguire una storia del genere senza annoiarsi.
Così è detta in termini semplici, ma è l’aspetto che ti fa cestinare dalle case editrici.
Forse non ci credi, proprio perché non consoci la differenza tra un ammasso di scene messe in sequenza e una storia.
Ma allora perché molte storie non riescono a catturare l’interesse dei lettori, o perché leggendo un libro o vedendo un film hai avuto la sensazione che ci fossero dei problemi?
“Questa storia è noiosa, piatta, superficiale, stereotipata, i personaggi non sono credibili, convincenti”. Queste sono le principali critiche che vengono rivolte alle storie come romanzi, film o serie tv.
E non è un caso. Forse anche tu avrai detto una cosa di queste riferita a qualche storia che hai seguito.
Già, quel 90% di persone non solo non sa scrivere una storia, ma non sa neanche crearne una che attiri veramente l’interesse delle persone e riesca a sorprenderle.
Per non parlare di come renderla profonda, darle un significa, far evolvere i personaggi.
La mentalità a cui siamo abituati ce lo impedisce, e chi ci riesce lo fa “a fortuna”, ovvero gli capita perché sta imitando le storie che ha letto o visto, magari facendo un mix di tante cose. Però, non sapere come si fa una cosa, e farla inconsapevolmente, significa dover contare sulla fortuna, e questa non sempre è dalla nostra parte.
Se vuoi conoscere gli errori di mentalità più importanti che boicottano le chance di scrivere ottime storie, presto farò un articolo dedicato.
Come scrivere una grande storia (creazione punto per punto): guida alla struttura di trama più potente
Ecco la formula:
Personaggio con un Desiderio + Ostacolo + Azioni e Scelte (difficili) + Conseguenze e Riprogrammazione + Risoluzione (Raggiungimento o Sconfitta) = Cambiamento della vita.
Siamo autori e vogliamo essere bravi autori, anche se ancora non lo siamo ancora.
Perciò, come possiamo assicurarci di scrivere una storia che appassioni veramente pagina dopo pagina, scena dopo scena e vada sempre più in profondità?
E soprattutto, esiste una guida pratica che possiamo usare per affrontare il processo creativo, senza confonderci e sentirci incerti sul da farsi?
Ti do delle buone notizie!
Esiste una formula per creare una storia molto potente (la struttura di storia più potente che esista!).
Ogni insegnante e scrittore la vede a modo proprio e usa termini diversi, ma in sintesi il risultato è quello che ti mostrerò.
Io la chiamo la “formula elementare di una trama”. Si tratta della formula nella sua essenza naturale più semplice.
La formula elementare di una trama ti aiuterà a:
- sviluppare un’ottima idea, che racconta un tema specifico,
- sviluppare un personaggio interessante, profondo e completo,
- e raccontare una storia unica che vada ad esplorare significati profondi e mostrare nuove prospettive su temi, situazioni, emozioni e caratteristiche umane che ti stanno a cuore.
Da notare: questa è una formula generale, che va adattata al genere che scegli. Se vuoi saperne di più sui generi, leggi “i generi narrativi”.
Quindi, momento di concentrazione, e via, si inizia.
Tenendo d’occhio la formula:
Personaggio con un Desiderio + Ostacolo + Azioni e Scelte (difficili) + Conseguenze e Riprogrammazione + Risoluzione (Raggiungimento o Sconfitta) = Cambiamento della vita.
Andiamo a spiegarla elemento dopo elemento.
1 - Personaggio con Desiderio
Molti principianti, quando si cimentano a scrivere una storia, si fermano alla creazione del personaggio, magari gli creano un trauma, una sofferenza, ma NON sviluppano il desiderio.
E spesso i protagonisti risultano delle “vittime passive” che non attraggono l’interesse del pubblico.
Quando invece il personaggio ha un desiderio, noi ci immedesimiamo in lui, e ci interessiamo alla sua vicenda, a ciò che gli accade, ci prendiamo a cuore le sue sorti.
È per questo che seguiamo la storia fino alla fine: per vedere se il personaggio ce la farà a realizzare il suo desiderio. (Questo sempre che ci rivediamo nel suo desiderio e nella motivazione che lo spinge a volerlo, attenzione!).
I personaggi non avranno più lo status di “povere vittime”, ma acquisiranno lo status di “non è giusto ciò che gli accade, merita la felicità”.
E quando nella mente del lettore o spettatore si attiva questo cambio di prospettiva, si innesca il sentimento di partecipazione del pubblico. Ovvero, non saranno spettatori passivi e annoiati, che tra una scena e l’altra guardano le notifiche dello smartphone, ma saranno spettatori che “chiunque sia al telefono, rispondo più tardi, ora devo finire la storia”.
Non è forse questo il tipo di spettatore che vogliamo per le nostre storie?
2 - Ostacolo
Se poi questo desiderio viene ostacolato da una forza difficile da sconfiggere, noi spettatori ci arrabbiamo sì per l’ingiustizia, perché il protagonista non ottiene ciò che merita, ma iniziamo anche a tifare affinché il protagonista abbatta questi ostacoli e realizzi il suo sogno.
Pensa a Giulietta e Romeo che non possono stare insieme perché le loro famiglie si oppongono a quell’amore. Noi troviamo quell’opposizione ingiusta e in quel momento prendiamo a cuore le sorti dei due protagonisti. Infatti vorremo vedere come andrà a finire.
Questo è proprio l’effetto che deve suscitare ogni storia.
Finché le persone non prendono a cuore le sorti del tuo protagonista, non hai una storia.
Bene, forse non te ne sei accorto, ma grazie a questi due elementi, ora hai un’idea!
Devi sapere infatti che Personaggio con un Desiderio + Ostacolo FORMANO L’IDEA della storia.
La storia tratta di un personaggio che cerca di raggiungere o ottenere qualcosa, ma suo malgrado viene ostacolato da qualcuno o qualcosa, e per ottenere quello che cerca, è obbligato ad affrontarla.
Perciò, per scrivere una grande storie per un libro o un film e non fare gli errori dei principianti, assicurati la presenza di questi due elementi e già sarai a buon punto.
Non ci resta che sviluppare l’idea in una trama completa dal racconto entusiasmante. Perciò, continuiamo con gli altri elementi della trama.
3 - Azioni e Scelte (difficili)
Cosa fai se hai un forte desiderio ma qualcosa si oppone contro?
Agisci, cerchi di superare l’ostacolo, tenti di risolvere il problema. È qui hai il materiale della storia ed è un materiale molto attraente.
Il desiderio + l’opposizione, infatti, generano un conflitto molto difficile da risolvere (e anzi se appare addirittura “irrisolvibile” hai trovato il gancio che attira la più grande curiosità del pubblico, ovvero si chiederanno “e adesso come farà? È impossibile!”).
Tra l’altro, essendo un conflitto difficile non si supererà in una scena, potranno volerci molte azioni e scelte.
Pensa di nuovo a Giulietta e Romeo, lui decide di scappare a Mantova, poi lei beve il finto veleno, e poi lui beve quello vero. Sono delle azioni e delle scelte che vengono attuate per reagire agli ostacoli che si oppongono al loro desiderio, quindi sono dei tentativi per risolvere il conflitto.
Questo è importantissimo.
Immagina, finora le persone hanno preso a cuore le sorti del nostro protagonista, lo vedono come un amico ma si sono anche immedesimate con lui, vivono l’esperienza come se fossero loro stessi il personaggio, e adesso la storia crea curiosità “come farà a superare quei problemi?”.
La curiosità era l’emozione che mancava e questo elemento di “Azioni e Scelte difficili” serve innanzitutto ad accenderla e soprattutto mantenerla per tutta la storia, da inizio a fine, così da impedire cali di attenzione o di interesse.
Da notare: quando i personaggi affrontano gli ostacoli, l’azione fisica ci entusiasma, ma è la scelta interiore che ci conquista il cuore.
4 - Conseguenze e Riprogrammazione
Nel punto precedente abbiamo parlato di azioni e scelte, e ora noi dobbiamo chiederci: “e la forza che si oppone al desiderio del protagonista come reagisce a quelle azioni?”.
Se smette di reagire, ovviamente la storia è finita. Giulietta e Romeo possono stare insieme perché nessuno li ostacola più. Non è certo alla prima azione che la forza “antagonista” si abbatte.
Cosa succede invece?
Il personaggio protagonista prende una scelta, compie un’azione, ma a quel punto, la forza che si oppone reagisce in modo più vigoroso e imprevisto, creando nuovi ostacoli più duri da superare. (E qui, manteniamo la curiosità, vedi? Anzi, la aumentiamo sempre più).
Ma non facciamo solo questo. Qui creiamo “significati” ed “emozioni”.
Vorrei un attimo di silenzio per dare la giusta importanza a queste parole “significati” ed “emozioni”.
Se vuoi essere un bravo scrittore, queste due parole dovranno essere sempre presenti. Non vorrai certo scrivere una storia che non abbia significato ed emozioni, spero.
Insomma le azioni creano delle “conseguenze” che allontanano il protagonista dal raggiungimento del suo desiderio. E allora il protagonista che deve fare? Deve “riprogrammare” le sue scelte e le sue azioni.
È così che una persona buonissima può decidere di rubare, truffare o uccidere, magari spinto dalla disperazione.
Questo intendo con riprogrammazione. Il personaggio cambia strategia, alla luce di nuove rivelazioni che lo fanno cambiare. (E questo ci emoziona e intriga). In questi momenti rafforziamo il legame tra il pubblico e il personaggio.
Ma cosa avviene di preciso?
Nel corso della storia, il protagonista cambia le sue convinzioni, supera dei suoi blocchi interiori.
Esempio:
- Magari questo personaggio crede che essere buoni significhi dire sempre sì a tutti.
- Ma poi si rende conto che in questo modo sta dicendo no a se stesso e ai suoi bisogni. Perciò inizia a dire no agli altri.
- Ma ancora, dopo qualche tempo si accorge che dire no a tutti è anch’esso sbagliato, perché rinuncia a delle belle esperienze, e allora riprogramma le sue convinzioni e consapevolezze.
Vedi la riprogrammazione come avviene continuamente?
Ma attenzione, nota bene questo accorgimento importantissimo:
Le azioni che il personaggio si ritroverà a compiere, per superare gli ostacoli, dovranno essere difficili per lui, paurose, rischiose (che non si significa per forza che i personaggi rischiano la vita, ma possono rischiare nelle commedie ad es. di essere scoperti a dire una bugia, a perdere l’affetto di un amico, la reputazione, ecc.).
Diciamo che i personaggi devono essere costretti ad uscire dalla loro zona di comfort, ed è proprio quando fanno scelte e azioni che non avrebbero mai avuto il coraggio di fare in situazioni normali, che riescono a crescere e maturare.
Le storie si basano su questo, su queste prese di consapevolezza e sui cambiamenti dei personaggi (elementi che poi formano il tema della storia).
Alla fine tutta l’esperienza di piccole riprogrammazioni (a cui li costringono le conseguenze) porterà a un cambiamento più grande e radicale, l’esperienza più soddisfacente per il pubblico (ma ne parliamo dopo).
5 - Risoluzione (Raggiungimento o Sconfitta)
La domanda ora è: ma tutto questo percorso, tutto quello che il personaggio ha fatto, lo porterà a raggiungere il suo desiderio, o no? Magari viene sconfitto.
E come arriva a raggiungerlo o perderlo?
Non facciamo dei finali stupidi. Sai cosa intendo con stupidi?
Semplicemente, se il protagonista compie un’azione che avrebbe già potuto compiere all’inizio della storia (perché ne era già in grado), perché ha aspettato solo alla fine di compierla? È forse scemo?
Ecco questo sarebbe un finale stupido.
Vorrei aiutarti a non scrivere una storia in questo modo.
Come deve essere un vero finale?
Il protagonista di una buona storia dovrebbe arrivare sul finale a compiere un’azione, che all’inizio non era in grado di compiere (magari anche a causa di un blocco emotivo, non deve essere per forza qualcosa di fisico).
Come batte la forza antagonista? Magari “col perdono”, cosa che all’inizio non era in grado di fare. Ma tutta quella storia lo ha portato a riprogrammare le sue convinzioni, gli ha aperto la mente a nuove consapevolezze, e grazie a queste, finalmente risolve il conflitto e raggiunge il suo desiderio (se abbiamo scelto per lui un finale positivo).
Un altro esempio, anche Giulietta e Romeo, come sconfiggono l’odio tra le famiglie? E come raggiungono il desiderio di stare insieme?
Capiscono che il mondo non è pronto per il loro amore e saranno le loro anime ad essere unite nella morte, ed è lì che finalmente staranno insieme. Poi nessuno di noi potrà sapere se il loro desiderio è stato raggiunto, ma il finale mostra questa amara verità: l’odio dei genitori ha ucciso i loro figli.
Quindi scegli e crea la tua risoluzione con un’azione significativa ed emozionante: come e perché riesce a battere definitivamente la forza che ostacola il suo desiderio o come e perché invece non ci riesce e rimane sconfitto?
Una volta che il pubblico ha investito il proprio tempo e la propria emotività nella storia desidera un finale che lo sorprenda.
6 - Cambiamento della vita (il senso della storia)
A questo punto sembra finita, ma manca ancora una cosa alla nostra storia: il senso.
Forse lo conoscerai come messaggio della storia o morale della favola. Ma cos’è di preciso?
Le storia, anzi le buone storie raccontano una trasformazione, il più delle volte la trasformazione ce l’ha il personaggio protagonista, che cambia qualche suo aspetto della sua vita. E altre volte è il protagonista che cambia il mondo che lo circonda.
La trasformazione potrebbe riguardare dunque:
- un aspetto esterno al personaggio, tipo passa da povero a ricco,
- un aspetto interiore, potrebbe cambiare una sua convinzione, una parte del suo carattere, un suo problema interiore,
- un aspetto relazionale, risolve una relazione, tipo da separato sistema il suo matrimonio,
- o il protagonista cambia il mondo che lo circonda e gli altri personaggi (tipo salva il mondo, o trasforma dei ladri in persone oneste).
Si intende questa “trasformazione” come una qualunque cosa che cambia la vita del personaggio o del mondo:
- o in meglio, quindi facendolo crescere, evolvere e maturare,
- o in peggio, facendolo diventare più oscuro e decadente.
Chiarito questo, però ampliamo meglio il concetto di cambiamento, per arrivare così a scrivere una storia memorabile, consapevolmente.
Come far cambiare il protagonista?
Se prima abbiamo parlato di piccoli cambiamenti durante la riprogrammazione, tutte quelle nuove consapevolezze ed esperienze vissute avranno portato il personaggio a diventare più “maturo e consapevole” riguardo il tema della storia.
Qualche esempio?
Un cambiamento positivo può avvenire quando un egoista diventa profondamente altruista. Mentre un cambiamento negativo può avvenire quando un onesto diventa profondamente disonesto.
Spesso, potrai vedere in altre storie, che il personaggio all’inizio della storia non riusciva a compiere una particolare azione (ad es. credere in se stesso, o perdonare sua madre, ecc.), bè alla fine riuscirà a compiere quell’azione e questo lo cambierà per sempre.
Ad es. se il protagonista batte la forza antagonista imparando a perdonare, questo lo cambierà per sempre. Infatti, non si comporterà più come faceva all’inizio della storia, sarà più indulgente nei giudizi sugli altri. Sarà una persona trasformata.
Insomma, questa parte finale, risponde alla domanda: “ma tutta questa storia vissuta che effetti ha avuto sul personaggio o sul suo mondo?”.
Arrivare alla fine di una storia e rendersi conto che questa NON ha lasciato nessun effetto sulle vite dei personaggi, riduce l’esperienza al “non era nulla d’importante”.
Non è questo che vogliamo per una storia. Il pubblico ne rimarrebbe deluso.
Quindi, lavora bene anche su questo elemento.
Il finale è il premio che il pubblico riceverà per aver sacrificato il suo tempo investendolo nella tua storia.
Se vuoi dargli un’emozione soddisfacente perciò, imprimere un significato a quanto accaduto fornirà un valore alla storia e anche un’anima.
Perciò, lavora su questa trasformazione, che sia del mondo o del personaggio, perché è questa che dà il significato alla storia.
Ti è piaciuta questa struttura di trama? E non sai come migliorerà le tue storie?
Se proverai a scrivere una storia per un libro o un film con questa formula, e soprattutto “se saprai farlo bene”, vedrai che la tua storia prenderà vita, acquisirà un’anima e risulterà agli occhi del pubblico una grande storia.
Come imparare molto di più sullo storytelling di storie per romanzi e film (in tempi brevi)
Dietro quest’arte c’è un modo che sembra quasi magico, un modo di pensare e agire creativamente, che tutti possono imparare anche partendo da zero, in tempi brevi e in modo facile.
E certo, non basta un solo articolo per avere tutto chiaro.
In questa guida abbiamo visto molte cose importanti che il 90% delle persone non sa.
Come sbloccarci dal “non posso farlo”. Come eliminare la mentalità sbagliata da “aspirante scrittore” e costruirci una mentalità da “scrittore professionista”. E ti ho svelato la trama più potente che esista.
Abbiamo scoperto che, il vero segreto dei grandi autori è nel raccontare qualcosa che faccia evolvere i personaggi, che crei quella riprogrammazione di cui abbiamo parlato che lo porti a cambiare, a crescere e maturare, e di conseguenza porti il pubblico a crescere e maturare.
Noi autori raccontiamo esperienze di forte cambiamento e trasformazione.
L’unico guaio è che NON siamo abituati a raccontare storie in questo modo. E non essendo abituai a questi approcci di scrittura di storie, non riusciamo a catturare l’interesse del pubblico.
Capisci, è questo il motivo del nostro insuccesso e della nostra insoddisfazione, non il non avere talento. Semplicemente devi abituare la mente a raccontare storie nel modo giusto.
E per farlo devi acquisire nuove informazioni, nuove competenze e addestrare la mente ad usare le abilità di scrittura di storie.
E sappi che non è così difficile imparare a scrivere bene, è importante avere la giusta guida.
Immagina se imparassi esattamente come…
- Costruire protagonisti con una vera evoluzione emotiva
- Creare storie con significato, profondità e forza emotiva
- Rendere una scena efficace e viva
- Trasformare idee confuse in archi narrativi solidi
- Imparare dai grandi maestri come trasmettere verità universali
E in più:
- Creare momenti narrativi di forte impatto emotivo
- Trasformare dialoghi piatti in momenti intensi e memorabili
- Portare finalmente a termine il manoscritto che aspetta da anni
Per questo motivo negli ultimi anni ho lavorato ad un’offerta di formazione creata appositamente per accompagnarti nel tuo percorso da scrittore di storie.
Metodo per creare storie è un percorso costruito in video-lezioni registrate (e fruibili in ogni momento) per scrittori che voglio migliorare le loro competenze e abilità per scrivere romanzi e sceneggiature di film, che tocchino i cuori e le anime del pubblico e dicano qualcosa di vero e importante al mondo.
Conclusioni
Ricapitolando… come si scrive una grande storia che tocca i cuori e le anime delle persone?
In questa guida abbiamo visto molte cose importanti.
Come sbloccarci dal “non posso farlo”. Come eliminare la mentalità sbagliata da “aspirante scrittore” e costruirci una mentalità da “scrittore professionista”. E ti ho svelato la trama più potente che esista.
Ricordiamo la formula!
Per creare una storia nella sua essenza basilare devi avere almeno questi 6 elementi: Personaggio con un Desiderio + Ostacolo + Azioni e Scelte (difficili) + Conseguenze e Riprogrammazione + Risoluzione (Raggiungimento o Sconfitta) = Cambiamento della vita.
Ora tu, prova ad inserire anche solo gli elementi che ti ho mostrato e vedrai già la differenza.
Quanto ti ho mostrato oggi ti aiuterà tantissimo a migliorare le tue storie.
Ma dietro la costruzione di una storia c’è molto di più e se vuoi approfondire meglio queste cose, sul blog Diventare Scrittore trovi varie risorse specifiche che potranno aiutarti.
Se vuoi andare ancora più a fondo, ti consiglio di iscriverti alla newsletter, per ricevere contenuti più strutturati.
Se ti va, ti aspetto di nuovo qui!
Per ora ci salutiamo, ti auguro in ogni caso buona fortuna per i tuoi progetti, e alla prossima!
Un saluto
Cristina



